In attesa del museo del mare, nave greca “impacchettata”, 4 mila reperti nascosti e Mura chiuse la domenica. Turco: “Gela propone cultura, ma non fa turismo”

È di circa cinque milioni e 146mila euro, corrispondenti a 10 miliardi di euro delle vecchie lire il finanziamento che il Por Sicilia ha previsto per il museo della navigazione che potrà dare sistemazione alle tre navi greche ritrovate nel mare gelese. L’avviso di gara è stato già pubblicato nella Gazzetta ufficiale,  e le buste verranno aperte il 23 dicembre prossimo. Il museo verrà allestito nei locali dell’ex Inap di bosco littorio e dovrebbe diventare  la nuova dimora delle tre  imbarcazioni, anche se per adesso ne è stata recuperata una sola. Si tratta del relitto Gela1, scoperto nel 1988 che, dopo il recupero è stato sottoposto ad intervento di restauro presso Portsmouth, Londra. La nave da alcuni  mesi si trova all’interno del museo Eschilo ancora “incassettata”, come ha asserito il direttore del museo e del parco archeologico, Ennio Turco, e in attesa di essere esposta. “Sarà difficile – ha asserito Turco – poter  ricostruire la nave. Sicuramente esporremo i singoli pezzi e inseriremo all’interno del museo un modello scala 1:1”. Intanto nel mare di Gela vi sono custodite altre due navi greche, quella scoperta nel 1990 e quella individuata di recente, risalente al VI secolo a.c.. E queste navi  resteranno lì in attesa del recupero e restauro.  Il museo del mare andrebbe contenere, tutti i reperti che sono nascosti nei magazzini del museo e che sono stati ritrovati nel nostro fondale.  “Quello che si andrebbe a creare – ha sottolineato Turco-  è il primo lotto, che comprenderà sala espositiva, ufficio e servizi, il secondo lotto, che un richiede un intervento finanziario di altri 8 milioni di euro, comprenderà un’altra sala grande come la prima, magazzini, sala di restauro e di esposizione”. Intanto parte del  tesoro archeologico della nostra città, continua a rimanere nascosto, sono circa 4000 i reperti contenuti nel magazzino, in attesa di una esposizione. “Per esporre quello che la nostra città ha – ha commentato Turco – ci vorrebbero altri tre  musei, grandi quanto quello che già abbiamo, anche i reperti esposti sono ammassati nelle vetrinette e non  vengono apprezzati  dal pubblico”. Inoltre  i pochi turisti che si trovano a passare di qui, lamentano del fatto che le Mura Timolontee, siano chiuse la domenica. “Gela – chi ha detto il Ennio Turco – propone cultura, ma non fa turismo, tutto va nell’oblio. Il problema della chiusura delle Mura, è dovuto alla carenza di custodi. Purtroppo le risorse finanziarie destinati alla cultura diventano sempre meno,  e  in assenza di incentivi o risorse umane è difficile poter gestire i siti a livello turistico”. Intanto tra le promesse dell’Eni vi era anche una “donazione” di  100 milla euro per il museo del mare, ma chissà se verrà mai elargita.

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