In attesa delle trattative romane sul destino del petrolchimico gelese. Tanto lo scetticismo in città.

Riprenderanno oggi pomeriggio al Ministero dello Sviluppo Economico, le trattative sul destino del petrolchimico di Gela. Dovrebbero chiudersi presto, anche perche una bozza di accordo già c’è stata tra sindacati e amministratore delegato Eni, Carlo Guarratana, nel tavolo informale che si è tenuto ieri l’altro. Solo l’Ugl, ha disertato l’incontro con Guarratana, in quanto vuole avere delle garanzie da parte delle istituzioni nazionali sulla tenuta dell’occupazione nel nostro territorio. Ricordiamo che nel verbale definito durante l’incontro il punto cardine rimane quello di esplorazione e estrazione soprattutto a mare, con un investimento pari a 1,8 miliardi di euro. A questo si aggiungono gli interventi di bonifica delle aree dismesse e la creazione di una Green Rafinery, per un totale di 400 milioni di euro. Si è parlato anche di creazione di un centro di formazione e produzione di Guayule. Intanto nella città prevale lo scetticismo e l’insofferenza. In molti dicono di non approvare l’accordo con Eni, che ha investito sulla raffinazione in città come Livorno e Sannazzaro, ma non a Gela. Una città, la nostra, che non ha saputo crearsi forme di economie alternative e che vive nella dicotomia tra il bisogno della fabbrica per sopravvivere economicamente,   e la paura di continuare a convivere con  “mostro” che ha portato inquinamento e malattie.

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