In stato di agitazione l’indotto, richiesto incontro in Prefettura coi firmatari del protocollo

Dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori dell’indotto fino alla data di convocazione in Prefettura con i soggetti firmatari del protocollo Eni del 6 novembre scorso.

A esprimere la profonda preoccupazione per il mondo del lavoro e in particolare per le condizioni incerte dei lavoratori dell’indotto sono le sigle sindacali CGIL, CISL e UIL. “Avvertiamo da tempo e per tempo lo abbiamo segnalato al Prefetto, un clima di alta tensione che ruota attorno al protocollo e al futuro industriale di Gela – hanno scritto in una nota Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania – sentiamo da tempo la solitudine del mondo del lavoro da parte della politica, fin troppo distratta per produrre atti seri e concreti a favore di una riconversione industriale ottenuta grazie a settimane intense di protesta, blocchi e sciopero generale indetto dal sindacato dei lavoratori. Cosi la vertenza è diventata nazionale. I ritardi fin qui registrati sugli iter autorizzativi e la mancata verifica trimestrale e con essa la mancanza dell’accordo di programma al Ministero sono indicatori del trattamento dedicato e riservato al mondo del lavoro locale. Chiediamo, con tutta la nostra responsabilità, rispetto, attenzione e meno strumentalità”. Le sigle sindacali rivendicano inoltre l’avvio immediato dei cantieri, proclamando lo stato di agitazione dei lavoratori dell’indotto fino alla convocazione in Prefettura. Chiedono anche a Confindustria e a Eni un incontro immediato per affrontare da subito le problematiche dell’indotto, anche alla luce della cessazione imminente dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali.