“In viaggio per Roma, ma accusati di aver rinviato l’incontro al Mise”. I segretari Cgil, Cisl e Uil rispondono alle dichiarazioni del sindaco Messinese

“Cgil Cisl e Uil sono disposte a parlare anche con Obama e con Grillo pur di salvare l’investimento e mantenere la parola con i lavoratori e la città”. Questa è la risposta dei tre segretari Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Maurizio Castania alle dichiarazioni che ieri il sindaco Domenico Messinese ha fatto sul rinvio  dell’incontro che si sarebbe dovuto tenere ieri al Mise, eche invece si terrà il 5 ottobre prossimo. “È stato  – ha detto Ignazio Giudice – il Ministro a rinviare l’incontro per impegni istituzionali,e siamo stati informati mentre eravamo in viaggio per Roma,  e invece il primo cittadino ha accusato i sindacati di aver convinto il ministro a rinviare la rinunione al ministero. Le dichiarazioni del Sindaco e del Suo Vice esono di una gravità che non ha precedenti nelle storia delle relazioni sindacali nella quale la si può pensare diversamente ma non si può andare oltre.”  Il sindacalista ha postato sul suo profilo facebook la copia del biglietto del treno per Roma, nel giorno di ieri.  “Venticenque ore di viaggio in pratica per nulla, nella sostanza per i lavoratori. Tutto e sempre per rispetto dei lavoratori”, ha scritto Giudice.   “Cgil Cisl e Uil hanno e avranno rispetto del Prefetto dott.ssa Cucinotta e della Prefettura ed il rispetto non è una teoria e neppure una fiaba, è vita vissuta attraverso atti concreti. Se la Prefettura chiama il sindacato dei lavoratori invitandolo ad una riunione con un componente del Governo Nazionale il sindacato deve andare, confrontarsi, rassegnare le proprie sensazioni su una vertenza che senza i blocchi dei lavoratori e del sindacato sarebbe rimasta locale, e quindi avrebbe indebolito l’economia di Gela e della Sicilia”, hanno comunicato i tre segretari, in risposta alle dichiarazioni del sindaco. “Tra mille limiti e altrettante denunce sui ritardi delle istituzioni fatte solo dal sindacato si è ottenuto un protocollo che parla di un’azienda disponibile a investire, un’azienda che guarda Gela, l’Italia ed il mondo, e guarda con gli occhi degli azionisti e dello stato che di questa azienda fa parte.  Noi siamo uomini di parola, liberi di dire ciò che pensiamo. La cultura politica del sospetto non può appartenere a chi svolge un ruolo sociale e buttare ombre  a casa dello Stato, cioè la Prefettura, è una scelta irrazionale.   I biglietti che qui alleghiamo sono rivolti a chi vuole pescare nel torbido contro chi della trasparenza ha fatto una scelta di vita. “Scrivono i tre sindacalisti, che sottolineano che non si sono mai tiranti indietro a nessun incontro, e  mettendo in evidenza la necesstà di istituzioni unite per affrontare con autorevolezza le criticità del territorio. ” Samo fatti per dare risposte e non rispondere a ulteriori provocazioni”.