Incendi auto, dovuti alla campagna elettorale?

Sono tanti i commenti che si sono susseguiti da ieri, da quando 9 auto sono state incendiate nel giro di un’ora, nella notte tra Pasqua e Pasquetta, mettendo in serio pericolo la vita di alcune persone. Vendetta, disoccupazione, malessere sociale, alcuni delle motivazioni che secondo il parere dei gelesi, diventati testimoni impotenti di tale spettacolo indecoroso per la città, sono venute fuori. Ma stamani c’era anche chi imputava gli incendi alla campagna elettorale che sta vivendo Gela. “Mettere in difficoltà l’attuale amministrazione”, sarebbe questo il motivo che avrebbe spinto ad incendiare le automobili. Come se quell’inferno di fuoco fosse stato scaturito da chi fa parte di  partiti e movimenti contrastanti con l’attuale giunta. Una sorta di “Primavera gelese”.  “Un tentativo di destabilizzare la capmagna elettorale?”, si chiede  il governatore della Sicilia Rosario Crocetta. Ma gli incendi a Gela non sono un fenomeno recente, ma da 25 anni a questa parte quasi tutte le notti, si sentono le sirene dei vigili del fuoco che di corsa vanno a sedare quel fuoco che contrasta con il buio di alcuni quartieri della città. E non c’è distinzione di classe sociale delle vittime, dalla casalinga al professionista, dal disoccupato all’impiegato pubblico. Il segretario della Cgil Ignazio Giudice, segretario provinciale della Cgil, ha parlato di necessità di interventi correttivi a medio e lungo termine, magari partendo dalle famiglie e dalla scuola. Giovani che sono presi in considerazione solo durante la campagna elettorale e che vengono abbandonati subito dopo. “Bisogna finanziare progetti educativi”, ha detto Giudice. E poi il controllo da parte dei vigili , carente di notte. “I vigili Urbani perché non vengono impiegati anche la notte per il controllo del Territorio comprendendo anche le denunce su tutte le aree inquinate da rifiuti, compresi anche i siti industriali”. Ha comunicato con una nota l’Interporto Gela. La nostra città non è più normale. “Il popolo gelese è stanco per la mancanza di lavoro, per la continua escalation della criminalità, per i tumori e le morti, per l’inquinamento, per i rifiuti in ogni luogo della città, per le strade devastate dalle buche, per un porto che non esiste per le infrastrutture portuali e stradali fantasma, per la raffineria ferma che non dà più lavoro” Questo è il grido di allarme di Interporto Gela, ma è anche il grido di allarme dei cittadini, con cui deve fare i conti l’amministrazione presente e futura.

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