Incontro con il soprano lirico Luana Saccuta, talento gelese nel Coro lirico siciliano

Giovane e piena di grinta, ha iniziato con il canto sacro e oggi fa parte del Coro lirico siciliano, riempiendo i teatri siciliani più importanti (Taormina, Catania, Siracusa, Morreale), ma anche toccando mete lontanissime tra di loro, da Roma al Festival di Macau, in Cina. Luana Saccuta, soprano lirico, è uno dei talenti che continuamente sforna la nostra città. Sì, perche il soprano gelese, dal 2012 fa parte di uno dei 130 selezionatissimi elementi del Coro Siciliano, che ha sede a Catania. Diretto dal basso Francesco Costa, con la direzione artistica del soprano Giovanna Collica, artista di fama internazionale, il coroannualmente bandisce i premi Canticorum Sacerdos e il Sicanorum Cantica, manifestazioni che godono dell’apprezzamento della Presidenza della Repubblica, del Senato, della Camera dei Deputati. Dalla Norma alla Tosca, dall’Aida al Nabucco, la meravigliosa vocalità e la personalità scenica mettono Luana a suo agio sul palco, qualsiasi ruolo stia interpretando. Ma il soprano gelese, oltre che maestra di canto, è anche un’insegnante di lettere e di filosofia, e ben riesce a conciliare le sue passioni. L’abbiamo intervista per Accento.

– Quando nasce la passione per il canto lirico?

«La mia passione nasce per caso nel ’98, avevo venti anni quando ho partecipato ad una audizione per il coro polifonico gelese, e in quel momento scoprii la mia passione per il canto lirico. Con il suddetto coro, in veste di solista e anche di insegnante di canto, ho cantato durante le messe e ho animato solenni liturgie a Palermo, a Piazza Armerina, in Vaticato alla presenza di Papa Giovanni Paolo II»

– Ha preso delle lezioni o ha studiato da autodidatta?

«Ho iniziato lo studio del canto lirico nel 2003 con il soprano Luisa Pappalardo. Nel 2008 ho seguito delle lezioni di canto tenute dal baritono Giuseppe Garra, e nel 2009 sono entrata come studente interno all’Istituto Musicale Bellini di Caltanissetta, diplomandomi in Canto con il massimo dei voti sotto la guida del mezzosoprano Tiziana Arena»

Qual’è stato il momento che ha rappresentato la svolta della sua carriera?

«Sicuramente quando ho avuto l’onore di inaugurare l’anno accademico 2011/2012 dell’Istituto musicale di Caltanissetta, esibendomi di fronte il M° Alberto Veronesi con il brano Vissi d’arte tratto dalla Tosca di Puccini. Lì ho ricevuto molti apprezzamenti da parte del maestro e della mia insegnante, e ciò ha dato molta fiducia alle mie capacità. Infatti nello stesso anno ho partecipato al “Concorso lirico Internazionale Beniamino Gigli jr” presso la Chiesa SS. Apostoli di Roma ricevendo congratulazioni da parte di alcuni dei giudici presenti e del pianista accompagnatore di fama internazionale, il M° Steve Kramer».

– E l’esperienza più bella?

«È stata nel ’98, quando insieme ad un gruppo “Prisma vocalist” composto da tredici giovani musicisti gelesi, sono approdata all’Accademia di Sanremo”, selezione che precede la diretta del famoso Festival della musica italiana. In quell’occasione la giuria fu colpita dall’originalità del brano presentato (Spente le stelle di Emma Shapplin) dando la possibilità a me e ai mie concittadini di rimanere ospite per tutta la durata dello stage, cioè due settimane. Quella è stata un’esperienza straordinaria per la mia crescita professionale, eravamo seguiti dai Pooh e da Antonello Venditti. Con noi seguiva le lezioni anche Tiziano Ferro, prima che l’incontro con la Caselli gli cambiasse la vita»

– Il Coro lirico siciliano è molto apprezzato in ambito nazionale e internazionale. Che significa per lei farne parte?

«Ho sostenuto l’audizione per il Coro siciliano nel 2011. Far parte dei 130 talenti ha significato per me il passaggio da un coro polifonico a uno professionista, dove l’obiettivo principale è dare il meglio. Con il coro siciliano ho potuto toccare con mano la bellezza del teatro e la professionalità dei colleghi. Con esso ho preparato l’opera “Norma” di Bellini per l’esibizione al Teatro antico di Taormina. Il coro mi ha dato la possibilità di esibirmi al Teatro greco di Catania nell’anno 2012, con la rappresentazione filologica dell’opera “Zaira“, del “Te Deum” e dei “Carmina Burana” di Carl Orff. L’anno dopo al Teatro antico di Taormina con due opere: Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Nel febbraio del 2013 sempre con il Coro lirico siciliano ed in veste di solista ho inaugurato l’apertura del Teatro Eschilo di Gela, c’era con noi anche l’orchestra sinfonica siciliana, e allora è nato un connubio fra le due realtà siciliane che tuttora sussiste. Nel 2014 il coro ha  preso parte alla produzione dell’opera Aida al Teatro greco di Siracusa, che faceva il pienone tutte le sere, e alla produzione di Tosca al Teatro antico di Taormina. E poi il il mese scorso abbiamo partecipato al  XXVIII Festival internazionale della musica che si è svolto a Macao, in Cina. Il festival è stato inaugurato con il capolavoro del Cigno etneo Vincenzo Bellini, Norma»

-Quali sono i riconoscimenti che ha ricevuto?

« Nel novembre del 2012 sono stata semifinalista al Concorso V. Bellini di Catania e finalista, nel mese di Dicembre, al concorso “Voci del mediterraneo-Premio Archimede” svoltosi presso la città di Siracusa»

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