Indennità di accompagnamento sottratta a invalidi ricoverati: tanti i casi a Gela

Sono stati tanti gli anziani gelesi che si sono visti arrivare a casa delle cartelle da parte della Guardia di Finanza di restituzione dell’indennità di accompagnamento percepita malgrado il ricovero nelle strutture di lungodegenza.

Dagli incroci di indagini compiute tra Inps e Asp, sono risultate 200 persone che dovranno pagare al fisco da 2000 a 7000 euro di multa. E in questi giorni di Natale questi cittadini sono stati costretti a cercare avvocati e patronati per capire cosa fosse successo.

La legge parla chiaro. Se si è titolari di indennità di accompagnamento per invalidità, e si viene ricoverati in strutture a lungodegenza, tipo Rsa, per riabilitazione, dopo il 30esimo giorno di permanenza nella struttura sanitaria bisogna effettuare una dichiarazione di ricovero tramite un modello denominato Icric al patronato. Ma in tanti non lo hanno fatto, in quanto credendo che il ricovero, autorizzato dall’Asp fosse gratuito, non hanno pensato di dichiarare nulla.

Tra questi vi è una alto numero di anziani che in buona fede non hanno fatto dichiarazioni al patronato, in quanto nessuno li aveva avvertito di farlo. Il ricovero è gratuito, senza spese, si sono sentiti dire dalle strutture, per cui non hanno mai pensato di comunicare la loro permanenza nella struttura. Ora per molti di loro è la disperazione assoluta. La multa è esagerata per anziani che vivono di stenti e che a malapena riescono ad pagarsi il cibo e le bollette.