Indice glicemico basso per la sindrome dell’ovaio policistico

In un articolo precedente avevo parlato del ruolo dell’alimentazione nella sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), specificando che è possibile controllare la resistenza dei tessuti agli effetti dell’insulina. L’iperinsulinemia, infatti, stimola meccanismi metabolici propri delle cellule dell’ovaio, che hanno come esito finale la secrezione di androgeni – per esempio il testosterone – che alterano la funzione riproduttiva femminile.

Avevo anche accennato ai miglioramenti che si possono ottenere distribuendo in modo diverso l’introduzione delle calorie nei diversi pasti, e che diete ricche di alimenti con un indice glicemico basso possono essere particolarmente utili per le donne con PCOS.

Da qui vorrei ripartire per fare un po’ di chiarezza.

L’indice glicemico rappresenta la velocità con cui aumenta la glicemia (cioè la concentrazione di glucosio nel sangue) in seguito all’assunzione di un alimento. Dopo l’assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico, la glicemia subisce un brusco innalzamento, viene secreta moltissima insulina con conseguente iperstimolazione dei tessuti.

Gli alimenti ad alto indice glicemico sono tutti quelli facilmente assimilabili:lo zucchero, cereali raffinati (riso, patatine, wafer, biscotti), dolci e torte, bevande zuccherate, gassate, alimenti che contengono zucchero, destrosio, sciroppo di glucosio negli ingredienti.

Quelli a basso indice glicemico sono invece frutta e verdura, latticini (yogurt, latte intero, ecc), cereali integrali (soprattutto avena e orzo), e pasta cotta al dente. Altri alimenti su cui fare attenzione per il loro medio-alto indice glicemico sono: pane bianco, biscotti, patate, croissant, alcuni tipi di frutta e verdura (carote, melone, zucca).
Una considerazione molto utile : l’indice glicemico diminuisce se il pasto è ricco di fibre, per cui un cereale integrale o una pasta con le verdure ha un indice più basso rispetto a un cerale raffinato o ad una pasta al sugo.
Inoltre, l’indice glicemico diminuisce anche quando si aggiungono grassi a un alimento e questo è dovuto al fatto che la digestione dell’alimento al quale sono stati aggiunti grassi è più lenta, e quindi i carboidrati che contiene vanno in circolo più lentamente.

Ad esempio il latte intero ha un indice glicemico molto più basso di quello scremato.
Bisogna infine precisare che il rilascio totale di insulina dipende anche dalla quantità di carboidrati ingeriti e non solo dall’indice glicemico. 

Insieme ad una adeguata alimentazione è necessario svolgere una moderata attività fisica giornaliera che permette di aiutare i tessuti ad utilizzare meglio gli zuccheri e ad avere un’efficiente risposta all’insulina.