Indotto Eni: 250 operai senza più lavoro, in tanti cercano di emigrare

Sono più di 250 gli operai dell’indotto che sono rimasti senza lavoro. Tra Smim, Elettroclima, Eurocoop, Tucam e Cosime, negli ultimi tempi lo scenario è sempre uguale. Operai senza più stipendio e in alcuni casi senza ammortizzatori sociali, che non riescono più a mantenere le proprie famiglie, e che sfogano la propria delusione a Palazzo di Città, durante le sedute consiliari. Ieri sera l’ennesimo copione si è ripetuto durante il Question Time, dove a sostituire i soliti consiglieri assenti c’erano una quarantina di operai, ormai disoccupati, per cercare di avere delle risposte ai loro problemi. Tra l’altro manca ancora la firma di Crocetta per avviare l’area di crisi, per cui gli investimenti promessi nell’accordo sottoscritto al Mise il 6 novembre scorso, tardano ad essere avviati. E c’è stato chi come il consigliere dell’Udc Guido Siragusa ha asserito che il governatore non ha ancora firmato, perchè il problema del licenziamento ha interessato solo l’indotto, mentre per Eni i posti sono preservati. Neanche gli incontri con il prefetto hanno sbloccato la situazione del rinnovo della cassa integrazione, per molti avvenuta a fine novembre. E allora in tanti stanno cercando di lasciare la città. Qualcuno parte per le cosiddette fermate, che durano al massimo due mesi, qualcuno cerca altri sbocchi lavorativi. Qualcun’altro comincerà a lavorare negli stabilimenti di Siracusa. Ma è ovvio che è difficile per chi ha raggiunto alti livelli di competenza mantenere garanzie e diritti a cui non si vuole rinunciare. 

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