InnovaVis lancia le prime idee per il riscatto di Gela e sollecita chiarezza: “I cittadini devono sapere quali e quanti debiti sono stati contratti”

“Da oggi inizieremo a rendere pubbliche le idee per la città, che sono parte dei frutti dell’impegno civico profuso nei mesi trascorsi”.

È quanto dichiarano i componenti del movimento InnovaVis, ribadendo ancora una volta lo scopo della loro azione, vale a dire quello di aggregare persone spinte dalla volontà comune di contribuire al riscatto della propria città. Il direttivo ha messo su una piccola piattaforma di idee semplici e di facile realizzazione che intendono sottoporre ai futuri candidati a ricoprire il ruolo di primo cittadino di Gela con l’auspicio di una condivisione concreta e fattiva.

“Abbiamo deciso – scrivono – di rinunciare a un facile e prevedibile conflitto generazionale, ma non rinunciamo a rivendicare uno spazio politico caratterizzato da pratiche e linguaggi nuovi. Gela è oggi una città ancorata a un passato contraddistinto da una profonda mala gestio di quelle che sono le sue risorse e le sue potenzialità. È una città che va dunque ripensata con coraggio e con l’ardire di tentare anche sentieri finora sconosciuti e impervi”.

A tal proposito, parlando di idee, ecco che cosa aggiungono i componenti di InnovaVis. “Il Comune di Gela è un ente che ha accumulato un grosso debito, contratto soprattutto in conseguenza di una gestione ‘balneare’ della cosa pubblica, che si è susseguita negli ultimi vent’anni. Gela non è più una città finanziata da una solida economia produttiva e i dati economici del Comune dimostrano in molti casi l’inadeguatezza di un intero ceto politico.

Per questo è necessaria chiarezza. I cittadini devono poter sapere quali e quanti debiti sono stati contratti e il perché si sia fatto ricorso all’indebitamento. I cittadini hanno il diritto di sapere come, ad esempio, siano stati spesi negli anni i soldi delle royalties di provenienza Eni. Per questo e per una rinnovata forma di partecipazione dell’intera comunità, il nuovo sindaco dovrà impegnarsi all’istituzione di una commissione di audit del debito, formata da tecnici indipendenti e composta, senza aggravio di spese per le casse comunali, da un rappresentante per ogni forza politica del prossimo Consiglio comunale.

Solo partendo infatti da una chiarezza di fondo – concludono – sarà possibile e politicamente legittimo chiedere ai cittadini degli ulteriori sacrifici, se giusti e necessari, in termini di razionalizzazione di impiego di risorse e di spesa pubblica”.