#InsiemePerSalvatore, l’arte promuove la beneficenza. Dalla Germania il “grazie” di Salvatore Spene in una lettera

Canto, musica, danza, cabaret e street-art. Tutto insieme per una buona causa: aiutare Salvatore Spene, il quarantaquattrenne gelese attualmente ricoverato in Germania per sottoporsi a delle cure mediche costose per guarire.

Una vera e propria gara di solidarietà che anche stavolta, come era stato per Graziano Biundo, il ventiseienne malato di tumore, ha visto il Comitato degli Artisti Gelesi Uniti scendere in campo per promuovere attraverso l’arte una raccolta fondi da destinare alla famiglia di Salvatore, permettendogli così di poter riappropriarsi della sua vita e di veder crescere i propri figli insieme alla moglie. L’iniziativa, che vedrà come prima tappa un doppio appuntamento al cineteatro Antidoto di Macchitella, mira a sensibilizzare la cittadinanza alla donazione e alla generosità nei confronti di Salvatore. Si inizierà venerdì 9 ottobre a partire dalle 19:00 con animazione e zucchero filato per i più piccoli e si proseguirà alle 20:30 con un concerto che vedrà coinvolti numerosissimi artisti locali. Il biglietto d’ingresso è di 5,00 euro, ma chi vorrà potrà donare anche di più. Intanto, dalla Germania Salvatore ha ringraziato la città per l’affetto e la sensibilità dimostrata finora con una lettera letta alla stampa stamattina a conclusione della conferenza stampa dal fratello Piero. Una pagina per chiedere aiuto e per abbracciare chiunque lo abbia già sostenuto con una piccola offerta o abbia intenzione di farlo. Un ringraziamento particolare anche ai commercianti del Consorzio “Gela C’Entro” per la raccolta indipendente effettuata, al di là dei salvadanai esposti nelle proprie attività commerciali e così anche agli artisti, all’assessore Francesco Salinitro, per aver accolto subito le iniziative di beneficenza a suo favore e alla moglie, sempre al suo fianco. Sui social network, intanto, impazza l’hashtag #InsiemePerSalvatore, in modo da far diventare virale questa gara di solidarietà e ridare la quotidianità a un marito e padre di famiglia che stavolta si chiama Salvatore e che domani, purtroppo, potrebbe avere il nome e il corpo di chiunque altro.