Intervista al consigliere di Forza Italia Salvatore Scerra

<<Se dovessi dare un voto a questa amministrazione, ad oggi, darei un’insufficienza>>

Sono trascorsi quasi cinque mesi dall’insediamento dell’amministrazione Messinese. Un periodo durante il quale non sono mancati conflitti e polemiche all’interno dei vari partiti, compreso il M5S. Si ricorderà, infatti, il ritiro delle deleghe a Fabrizio Nardo poco dopo la sua nomina ad assessore, primo segnale eclatante di una frattura endemica. Ad oggi, sono tante le questioni che attendono una risoluzione tempestiva. E’ ancora presto per dire se il banco di prova per il grillino Domenico Messinese e la sua giunta è superato. Intanto, in Consiglio si continua a discutere in maniera accesa sugli accadimenti delle ultime ore.

 Abbiamo intervistato Salvatore Scerra, esponente di Forza Italia, tra i consiglieri più attivi in aula. Portano la sua firma numerose interrogazioni e proposte, tra cui quelle relative al fenomeno del randagismo, all’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione dei rifiuti e all’attuazione di un piano d’intervento per il dragaggio e la messa in sicurezza del porto rifugio.

Consigliere, quasi cinque mesi di amministrazione Messinese. Tante le questioni scottanti in sospeso che aspettano un’azione decisiva d’intervento. E’ ancora presto per tirare le somme, ma è anche vero che il buongiorno si vede dal mattino. Come si sta procedendo secondo lei?

<<Credo che ogni amministrazione nella sua fase di insediamento abbia bisogno di tempo per programmare l’utilizzo delle risorse, le misure d’intervento e per valutare quali siano i settori che più necessitano di attenzione. Tuttavia, devo dire che questa amministrazione si è dimostrata abbastanza lenta in questo processo di avvio. Sono deluso e arrabbiato perché noto che non si riesce a comprendere come molte questioni rappresentino una priorità per la nostra città. Se dovessi dare un voto, ad oggi, darei un’insufficienza. Non si è ben capito cosa significhi governare. E’ un’amministrazione che si trova spesso in imbarazzo, perché non sa trovare delle risposte che, il più delle volte, a mio avviso, sono elementari>>.

Come abbiamo detto, le problematiche da affrontare sono tante. Me ne dica tre che, a suo parere, meritano una risoluzione immediata.

<<In assoluto, il problema dell’indotto, che rappresenta, da più di cinquant’anni, il fulcro dell’economia locale. Un’economia che si è consolidata sul circuito industriale. Parliamo di 1200 famiglie coinvolte, e di una catena composta da molteplici anelli, che vive e si alimenta di questo sistema. In questi anni, non si è puntato su sbocchi economici alternativi, come quello rappresentato dal settore ittico o da quello turistico. Gela, in passato, vantava numerosi primati come, ad esempio, la produzione di cotone. Queste risorse non sono state valorizzate come avrebbero dovuto e il loro potenziale è andato perduto. Oggi, se l’Eni deciderà di rimanere sul nostro territorio, dovrà rispettare i parametri di sicurezza e di impatto ambientale. Allo stesso modo, se deciderà di andarsene, dovrà attuare un’azione di bonifica e risanamento del suolo. Non occorre aspettare l’esito di ulteriori perizie. Il nostro è un territorio contaminato. Noi lo sappiamo benissimo, ma alcuni fingono di non vedere la realtà dei fatti. La scarsa affluenza turistica durante la stagione estiva è dovuta, per buona parte, alle condizioni di salute del nostro mare, a lungo inquinato dagli scarichi del porto isola dello stabilimento. Gela potrebbe essere un punto di riferimento e una meta ambita per le popolazioni limitrofe, ma allo stato attuale questo è impossibile. Altra priorità è la sicurezza urbana. Gela ha vissuto una fase intensa di microcriminalità. Si tratta di una problematica purtroppo non del tutto risolta. Il fenomeno delinquenziale è ancora oggi presente nella nostra città. Bisogna partire dalla formazione dei più giovani. La scuola in questo ha un ruolo fondamentale. L’istruzione è, infatti, una delle forme più efficaci di prevenzione della devianza minorile. Ad affiancarla c’è tutta un’organizzazione  che si compone di associazioni, di oratori parrocchiali e servizi sociali. Ai fini della sicurezza urbana, la politica deve fare tanto, garantendo servizi ai cittadini che pagano le tasse. Poi ci sono altre problematiche, come quella del randagismo>>.

A proposito di randagismo, lei ha presentato più di una volta un’interrogazione inerente al problema. Ha ottenuto le risposte che cercava?

<<No. E’ una questione che porto avanti da giugno. Mi sono documentato, rapportandomi con le associazioni animaliste e con le figure competenti per capire come si possa gestire un servizio per i cani randagi che circolano nelle nostre zone. Dopo aver presentato per ben due volte l’interrogazione, mi è stata comunicata dalla giunta l’impossibilità di ottenere una risposta a causa dell’assenza dell’assessore al ramo. Ancora oggi, non ho avuto la possibilità di un confronto aperto e proficuo. Occorre fare una precisazione. Gela è un comune inadempiente alla legge regionale 15/2000 che regola le norme per la tutela degli animali e la prevenzione del fenomeno del randagismo. Le strutture previste da tale legge, quali il canile comunale e il rifugio sanitario, sono assenti in città. Si potrebbero trovare diverse soluzioni, tra cui quella di una cooperazione intercomunale tra Gela, Butera e Niscemi che, come circoscrizione, potrebbero realizzare un’unica struttura. Per questa inadempienza paghiamo il servizio a un canile privato di Caltanissetta, convenzionato dall’Asp. Alla luce di tutto questo, non vorrei offendere nessuno, ma l’unica spiegazione che riesco a dare a questa mancanza di intervento è l’incapacità di far fronte ad un problema serio che riguarda tutti e che si ricollega direttamente alla sicurezza urbana di cui parlavamo prima e alla questione turismo>>.

Lei è tra i richiedenti dell’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione rifiuti, insieme ai consiglieri Amato, Cavallo e Giudice del M5S. Come avete organizzato il lavoro?

<<Ho scelto di dare la mia disponibilità a questa commissione perché credo nel dovere della politica di far luce ed esigere trasparenza sulle questioni che riguardano la gestione pubblica. L’indagine che effettueremo partirà dal 2005, abbracciando tre amministrazioni, compresa quella attuale. Da parte nostra, c’è tutto l’impegno ad ottenere chiarezza, non intralciando, ovviamente, il lavoro delle Forze dell’Ordine che si stanno occupando della vicenda>>.

La questione del randagismo, di cui parlavamo prima, ha messo in evidenza una mancanza di dialogo tra giunta e consiglio comunale. Al di là di questa problematica irrisolta, come vi state rapportando reciprocamente?

<<Non abbiamo ancora ottenuto le risposte che cercavamo sui vari fronti. Con rammarico ho constatato come molti componenti della giunta non siano disponibili al dialogo. Noi consiglieri riceviamo un ascolto a intermittenza. Non è il tipo di rapporto che certamente ci auspicavamo si instaurasse. Personalmente, sento di fare un’eccezione riguardo all’assessore ai Lavori pubblici Nuccio Di Paola, una persona che stimo e un politico aperto al confronto>>.

Cosa prevale in aula consiliare, una politica di schieramento o una politica del fare?

<<Non mi sento di dare giudizi sugli altri miei colleghi. Ognuno agisce secondo coscienza e si assume la responsabilità delle proprie azioni. Per me la democrazia è alla base dell’impegno che abbiamo assunto. Nel momento in cui ci si candida ad un ruolo pubblico e si viene eletti dalla fiducia popolare, si dovrebbe anteporre a tutto il resto il bene comune, puntando sulla cooperazione tra le varie cariche e tra i vari esponenti di partito per portare avanti obiettivi validi che interessano la collettività. Voglio fare una considerazione sul nostro presidente Alessandra Ascia che, con grande serietà, garantisce l’equità del Consiglio comunale sopra ogni parte. Proveniamo da due partiti opposti, ma credo che il merito di una persona vada sempre riconosciuto e premiato, indipendentemente da quale sia l’appartenenza politica. Puntare sulla cooperazione tra partiti e guardare oltre gli stereotipi e i pregiudizi di schieramento per me è politica del fare>>.

Si parla di una certa tensione interna al PD. Come la sta vivendo il Consiglio?

<<I conflitti interni al Partito Democratico si ripercuotono su tutta l’aula consiliare e questo certamente non facilita il nostro lavoro. D’altra parte, noi esponenti di minoranza, come Forza Italia e Reset 4.0, siamo molto attivi. Non ci interessano guerre e conflitti. Dai documenti emerge come molte tra le interrogazioni presentate siano state proposte da noi. Che poi vengano puntualmente disattese è un’altra storia>>.

Andiamo alle commissioni permanenti. A che punto è la stesura del documento ufficiale?

<<Il presidente Ascia sta studiando le tre bozze per stabilire i criteri di valutazione. La prima di queste bozze è stata preparata dallo stesso presidente, l’altra dal consigliere Panebianco e la terza da me. Nella mia bozza ho coinvolto soprattutto le minoranze consiliari, perché il discorso commissioni mi sembrava un affare esclusivo dell’area PD. Io, per l’assegnazione dei componenti alle varie commissioni, opterei per un sorteggio non ufficiale, così da evitare questioni di preferenze. La sesta commissione, relativa all’Istruzione, alla Cultura e alla Solidarietà sociale, è considerata marginale da molti consiglieri del Partito Democratico che, invece, prediligono la seconda commissione, riguardante l’Urbanistica e i Lavori pubblici. Dato che ritengo inaccettabile considerare l’istruzione e la cultura come qualcosa di secondario, nella bozza da me presentata ho inserito il mio nome proprio nella sesta commissione. Attendo fiducioso le comunicazioni del presidente Ascia. Quel che è certo, è che chi vede nelle commissioni un’occasione di prestigio, piuttosto che uno strumento di lavoro approfondito e coordinato, è completamente fuori strada>>.

Prima abbiamo accennato agli sbocchi turistici su cui in passato non si è investito. Gela possiede innumerevoli risorse, purtroppo gestite in maniera non adeguata. Cosa può portare secondo lei ad una valorizzazione concreta del nostro territorio?

<<Dovremmo entrare in un circuito regionale da cui Gela è stata sempre esclusa per demeriti politici, negligenze e indifferenza. Inoltre, dovremmo prendere come modello quei territori che hanno sviluppato la loro economia basandosi sul turismo e sulla creazione di una rete bene strutturata ed organizzata, capace di far funzionare al meglio il settore. Mi riferisco, quindi, a tutte quelle procedure che andrebbero eseguite, dal coinvolgimento delle agenzie turistiche alla messa a punto di una campagna comunicativa e pubblicitaria efficace. Ovviamente, deve essere preliminare a questo un lavoro di pulizia e manutenzione dei siti. Occorre che gli organi competenti, quali Comune e Regione, investano sul rilancio turistico della nostra città. Solo quando questo avverrà, potremmo parlare di riscatto e di rinascita. Un primo passo in questo senso è il progetto di dragaggio del porto rifugio che permetterà alle imbarcazioni di attraccare>>.

Consigliere, parliamo un po’ di lei. Quando e come è nata la sua vocazione per l’impegno politico?

<<Mio nonno era un militante di Alleanza Nazionale e Movimento Sociale Italiano. Andavo con lui ad ascoltare i comizi e così, all’età di 11 anni, mi sono innamorato della politica, della partecipazione attiva alle vicende della società, ma non dei politici. Già da piccolo, percepivo che la maggior parte di loro raggirava il popolo con promesse false che non avrebbe mai mantenuto. La mia vocazione è nata proprio grazie a mio nonno, una figura molto importante per me, un punto di riferimento, un secondo padre. Oggi custodisco i principi che mi ha trasmesso e cerco di applicarli nella vita di ogni giorno>>.

C’è nello scenario politico nazionale attuale un personaggio che lei ammira particolarmente?

<<Sinceramente no. Non mi identifico nell’agire politico di nessuno. Oggi, secondo me, non abbiamo politici in grado di fare innamorare la gente della politica. Mi piacerebbe che in futuro Forza Italia avesse un leader pragmatico e capace>>.

Una figura che invece l’ha ispirata da adolescente?

<<Fino ad un certo punto fu Gianfranco Fini. Da ragazzino ero affascinato dal suo linguaggio politico. Ma dopo la scissione e la vicinanza con i partiti di centro e centro sinistra per me ha perso molto di credibilità. A volte, invece, mi piace cercare in rete ed ascoltare i discorsi di Giorgio Almirante>>.

Lei è tra i consiglieri comunali più giovani dell’attuale amministrazione. Quale consiglio sente di dare ai ragazzi che vorrebbero avvicinarsi al mondo della politica?

<<Dico di essere sempre uomini liberi, di rifiutare i compromessi, di difendere sempre i propri ideali e la propria autonomia di scelta. Bisogna tenere ben presente che i nostri leader sono i cittadini. Noi, con umiltà, dobbiamo ascoltare le loro esigenze ed impegnarci concretamente a risolverle. Questo non va mai dimenticato perché, altrimenti, significherebbe tradire il senso del nostro ruolo. A loro consiglio anche di studiare e prepararsi, in quanto l’istruzione è un vaccino potentissimo che permette di discernere tra il bene e il male, sviluppando capacità critiche e di giudizio. E’ inoltre importante amare la propria città, nonostante i difetti e le sue contraddizioni. Amarla e difenderla sempre. Libertà, ambizione sana e amore per la propria terra costituiscono il trinomio indispensabile per intraprendere qualsiasi percorso politico che voglia essere trasparente ed autentico>>.

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