INTIMO RITRATTO: incontro con l’autore Valentina Mattia

Si è tenuto ieri, 9 agosto presso l’Eschilo Lab il settimo appuntamento de “I VENERDI’ LETTERARI” organizzati dalla Libreria Mondadori di Gela in collaborazione con l’Assessorato alla cultura di Gela.

L’autrice Valentina Mattia dialoga con il Prof. Domenico Seminerio del suo primo romanzo “Intimo Ritratto” edito da Araba Fenice. Letture a cura di Lucilla Anzalone con l’accompagnamento musicale di Lino Costa.

 

Perché si scrive?

Ho iniziato a scrivere un po’ per gioco, all’età di 21 anni ho abbandonato Caltagirone e tutti i miei legami per trasferirmi in Piemonte ed è nata una sorta di simbiosi con la scrittura. Ho partecipato quasi per caso a un concorso letterario con un racconto breve, questo mi ha dato la spinta per proseguire. Ho iniziato a comporre poesie e partecipare a concorsi letterari di poesia. Questo mi ha stimolato a nutrire la mia passione per la scrittura fino ad arrivare ad un progetto più grande quello del mio primo romanzo.

Il libro tratta argomenti di cronica molto attuali, quanto la cronaca ha influito sulla genesi e sviluppo di questo romanzo?

Io ho iniziato a scrivere il romanzo nel 2010 quando gli episodi di violenza non erano così frequenti quindi non ho attinto alla cronaca nera italiana, è stato solo un modo per comunicare al lettore che nulla è scontato e che tutto può accadere ma che possono anche esserci delle situazioni di risvolto positivo.

In genere chi scrive ha degli autori di riferimento, quali sono i suoi modelli letterari?

Io ho letto molto ma non ho voluto prendere nessun autore di riferimento ma mi sono ispirata a Pirandello nel suo studio della psiche umana e del desiderio umano di celare, con le maschere la sua interiorità. Tematiche che riecheggiano nel corso del romanzo.

E la sicilia attuale? come la descriverebbe?

La Sicilia attuale, vista dagli occhi di un vacanziere è sempre molto bella. Io penso sempre che la Sicilia abbia delle potenzialità ancora non sfruttate e che abbia ancora molto da offrire se si riuscissero a migliorare alcuni aspetti e disservizi.

Un assessore regionale qualche anno fa disse che non bisognava leggere scrittori siciliani che davano della Sicilia un’immagine negativa facendosi fautori della “sfiga della sicilia”, è vero?

Non mi pare. Io penso sempre che dipenda dallo scrittore, i fatti di cronaca riguardano d’altronde non solo la Sicilia ma anche altri luoghi. L’ambientazione siciliana è spesso, come nel mio caso, dovuta al legame con la terra natia.

Primo romanzo ma non l’unico, cosa c’è in cantiere?

Mi sono accinta a scrivere una seconda opera. stavolta si tratta di un romanzo storico ispirato alla madre di Duccio Galimberti, una nota critica letteraria che ho trovato molto affine a me. Una donna molto curiosa e amante della scrittura e delle belle arti. Adesso il libro è ultimato e alla ricerca di un editore. Bisogna avere la pazienza di vedere se andrà in porto.

Il romanzo è un giallo psicologico, a cosa è dovuta questa scelta?

La scelta del giallo psicologico è dettato da un interesse personale. Attraverso la scrittura ho avuto modo di approfondire il mio interesse nei riguardi una materia vasta e affascinante da conoscere.

Il prossimo appuntamento con i “Venerdì Letterari” salta un turno e da appuntamento a venerdì 19 Agosto.

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