Invasione batterica nell’acqua di Gela. Giudice: non basta l’ordinanza. Cosa si è fatto finora?

Continuiamo a pagare l’acqua come se fosse potabile, ma siamo costretti a comperare l’acqua per cucinare, e adesso anche per lavarsi i denti, vista la recente ordinanza che vieta l’utilizzo di acqua per uso alimentare nel quartiere Caposoprano. 
Una storia senza fine, che si ripresenta puntulamente. La nostra acqua non è potabile, ha batteri oltre la soglia permessa,   ma molto costosa. Sulla questione è intervenuto il segretario della Cgil Ignazio Giudice, mettendo in evidenza come una famiglia di  3 persone a Gela spende circa 1000 euro l’anno per comprare l’acqua.
“La Cgil in più occasioni Istituzionali – ha detto il sindacalista – ha chiesto una decisione concreta sul ciclo dell’acqua perchè se da un lato è obbligatoria la natura dell’ordinanza di divieto dell’uso dell’acqua da parte del Sindaco dall’altro la stessa non risolve il problema”
“Spuò ancora parlare di turismo – ha continuato Giudice- se mancano le condizioni minime di vita civile già per i cittadini? È normale spendere migliaia di euro l’anno per comprare l’acqua al fine di usarla per cucinare e l’igiene personale? “
Nulla si è fatto finora, nonostante le avvicendarsi delle diverse amministrazioni. 
“Le Istituzioni – ha concludo giudice- hanno il dovere di dare una risposta ai cittadini, l’invasione batterica arreca danno all’organismo, dai bambini agli anziani e non basta un comunicato stampa Istituzionale per risolvere la delicata questione di ordinaria amministrazione.”