Investito e non soccorso, il randagio Angelo è un’altra vittima dell’indifferenza

C’è chi lo ha investito senza preoccuparsi neanche di fermarsi e chi lo ha coperto con un lenzuolo per riscaldarlo nel suo sonno eterno. Lui era Angelo, è morto cinque giorni fa in via Butera, nei pressi del Kartodromo, dove era solito aggirarsi per cercare un po’ di cibo e qualche carezza. Era lì che aveva avuto la fortuna di trovare una persona che, quotidianamente, gli portava da mangiare.

Lunedì sera, mentre attraversava la strada incurante dei pericoli, è stato falciato da una macchina a velocità sostenuta che, stando al racconto di chi ha assistito alla scena, ha proseguito tranquillamente la sua corsa. Chi era presente, con l’aiuto anche di qualche volontario immediatamente allertato, ha cercato in tutti i modi di salvarlo, ma per Angelo, randagio buono e ancora giovane, non c’è stato nulla da fare. È morto di lì a poco.

Ad alcuni forse sembrerà banale che un giornale si occupi anche di randagi investiti per strada, ma per chi scrive non lo è. E non lo è perché non è soltanto di un cane che si parla, ma di una situazione di indifferenza e di insensibilità nei confronti degli animali che, da un po’ di tempo a questa parte, si sta estendendo a macchia d’olio in città. Non tutti sapranno che investire un animale e non prestare soccorso costituisce un reato. Il codice della strada infatti parla di ‘omissione di soccorso’ anche quando a finire sotto le ruote è un cane, un gatto o qualsiasi altro essere vivente. Angelo è morto, così come sono morti e continuano a morire tantissimi altri randagi come lui. Situazione, questa, che sollecita un’altra tematica importante: l’assenza di un pronto soccorso veterinario. I volontari svolgono già un intenso lavoro su tutto il territorio, salvando e facendo adottare cani e gatti, altrimenti destinati alla strada, ma da soli, senza l’aiuto delle istituzioni, possono fare poco.

La speranza è che chi di dovere e di competenza ascolti questi appelli e legga, anche per sbaglio, articoli come questo. Per salvare un animale investito occorrono strutture idonee e coscienza: denunciate l’indifferenza! Angelo giace lì da giorni, chi di dovere non è andato neanche a toglierlo dalla strada. Non scodinzola più, è immobile sotto a quel lenzuolo bianco. Tutto questo non vi basta? Pensate allora ai vostri cani. Pensate se scappassero, se si trovassero ad attraversare una strada senza di voi e venissero travolti da un’auto che non si ferma e prosegue la sua corsa. Pensate a questo, perché un domani, alzando quel telo, potrebbe esserci il cagnolino o il gattino di chiunque.