Isis: la minaccia arriva a Gela, controlli da parte di Capitaneria e Commissariato

Una minaccia che arriva direttamente dal web e che da ieri ha scosso anche la nostra città. Su un account Twitter legato a Jihadisti libici, due foto inquietanti: la prima un esponente dell’Isis armato che guarda il Colosseo in macerie e colonne in fumo, nell’altra una mappa in cui viene tracciato un gasdotto Greenstream che dalla Libia arriva a Gela. Quest’ultimo è una delle principali linee di rifornimento energetico dell’Italia. “Le onde ancora ci separano – si legge nel testo scritto in arabo – ma il Mediterraneo è un mare piccolo e ogni vostro stupido passo incendierà tutto. Italiani, Attenti!” E ancora “La vostra gente si scalda con gas libico, le vostre fabbriche e le vostro auto vanno con il nostro petrolio”. Immagini con le bandiere dell’Isis su siti Eni, tra cui il nostro, circolano sul web da alcune settimane.  Intanto Pietro Carosia, comandante della capitaneria di  porto di Gela,  aveva dichiarato che da due mesi tre motovedette della Guardia costiera di Gela pattugliano, per 8 ore al giorno, le piattaforme petrolifere al largo del canale di Sicilia.  Gli  uomini al servizio del comandante della Capitaneria di porto Pietro Carosia vigilano armati le piattaforme Gela e Perla, mentre per la Prezioso contano sulla collaborazione  della Guardia costiera di Licata e della Vega si occupa la Capitaneria di Pozzallo. E anche il comandante del Commissariato di Gela, Francesco Marino ha asserito di aver ricevuto direttive sia dal questore che dal prefetto di Caltanissetta, per rafforzare  i servizi di controllo soprattutto in mare.