Italia Nostra: No al Muos, Niscemi non è un deserto. Petizione contro la sudditanza agli Usa

Preoccupazione e solidarietà nei confronti di cittadini di Niscemi viene espressa dal Consiglio regionale e Sezioni Siciliane di Italia Nostra, dopo il rinvio delle controverse operazioni  di verifica relative all’impatto prodotto dall’accensione del  Muos e  disposto dal Prefetto di Caltanissetta unitamente al Collegio dei periti, 
 ”È utile ricordare che le altre tre installazioni gemelle del MUOS esistenti al mondo sono site in aree desertiche del Pianeta. Di certo non è desertica la iper-antropizzata terra di Sicilia”. Ha sottolineato Italia Nostra, che ribadisce  il proprio impegno per il rispetto della Costituzione (art. 9 e art. 32)  e delle leggi vigenti, per il rispetto della salute dei cittadini e dell’ambiente (fondamentale deve essere, comunque, il principio di precauzione). 
“Rispetto, anche, verso l’intera popolazione siciliana, che sta subendo una inaccettabile azione di prevaricazione”. Ha comunicato Italia nostra che ribadisce il  NO netto e deciso al MUOS di contrada Ulmo, sottoscrivendo e invitando i cittadini a sottoscrivere la petizione del Comitato NO-MUOS di Niscemi, qui allegata 
 
 
PETIZIONE – IL CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA NON SIA SUDDITO DEL GOVERNO U.S.A.
Ciò che sta succedendo al Consiglio di Giustizia Amministrativa nella nota vicenda del MUOS è inaccettabile ed esige un immediato cambiamento di rotta.
Infatti, con la sentenza parziale n. 581/15 il C.G.A. ha voluto rinnovare la verificazione già svolta in primo grado dal Prof. D’Amore dell’Università La Sapienza di Roma che aveva evidenziato i gravissimi vizi delle autorizzazioni rilasciate per l’esecuzione del MUOS, che non garantivano né la salute dei cittadini né la salvaguardia dell’ambiente.
Fatto inedito ed assolutamente inaccettabile, l’incarico è stato affidato ad un Collegio di 5 verificatori dei quali 3 sono Ministri della Repubblica (Ambiente, Salute e Infrastrutture e Trasporti).
Da subito abbiamo denunciato come questa verificazione fosse inaccettabile sia per l’assenza di terzietà e competenza tecnica dei Ministri (che sono organo politico e non tecnico del ministero, cui spetta di far rispettare l’indirizzo politico dell’esecutivo di cui fa parte il Ministero della Difesa, parte in causa) sia per i quesiti sottoposti ai verificatori che tendono a realizzare una sanatoria delle autorizzazioni i cui vizi sono palesi e inoppugnabilmente accertati dal giudizio di primo grado. Basti pensare che lo studio sul quale si basavano le autorizzazioni non teneva conto delle emissioni delle preesistenti 46 antenne (già spesso superiori ai limiti di legge), sul presupposto erroneo ed immediatamente smentito che sarebbero state dismesse.
Come se non bastasse il CGA, ubbidendo ad un’istanza del Ministero della Difesa, che sosteneva improbabili necessità di difesa della Scala di Milano e del Colosseo, non ha concesso al Collegio di Verificazione i termini richiesti per l’espletamento dell’incarico costringendolo ad una sorta di gara ad ostacoli che rende ancora più inattendibile (ove mai ce ne fosse bisogno) il risultato della verificazione stessa.
Il Collegio di Verificazione, inoltre ha presentato un crono programma nel quale viene anticipato che le misurazioni dei campi elettromagnetici saranno eseguite da ARPA Sicilia, che è parte in causa! Inoltre le misurazioni e le simulazioni saranno effettuate nelle condizioni di esercizio (presupposte in base alle dichiarazioni di parte dei tecnici del Ministero della Difesa) in violazione della regola che prevede che siano effettuate tenendo conto dei dati progettuali e nelle peggiori condizioni d’esercizio (tutti gli impianti funzionanti alla massima potenza). Ai tecnici di parte, poi, vengono concessi solo 4 giorni per le proprie deduzioni!
TUTTO QUESTO E’ INACCETTABILE
Tutti i cittadini interessati dalle radiazioni del MUOS e degli impianti NRTF preesistenti chiedono una GIUSTIZIA VERA!
Quella alla quale stiamo assistendo è un’autentica farsa che rischia di sacrificare alla tutela degli interessi del Governo USA, unico fruitore dei suddetti impianti, la salute dei cittadini e l’integrità di un territorio già martoriato dagli effetti dell’inquinamento del vicino petrolchimico di Gela.
Dichiariamo sin da ora di non essere disposti ad accettare i risultati di una verificazione viziata da tante violazioni di norme e resa inattendibile dalla carenza di terzietà dei verificatori, dei tempi necessari per una corretta valutazione e dei mezzi tecnici necessari. Oltreché eseguita in sostanziale carenza di contraddittorio essendo riservato ai tecnici di parte uno spazio eccessivamente esiguo.
Riteniamo che il Giudice Amministrativo debba valutare e sanzionare le gravi carenze delle autorizzazioni rilasciate nel giugno del 2011, provvedendo al loro annullamento anziché tentare a posteriori un’improponibile sanatoria, attraverso una verificazione totalmente errata e chiaramente orientata a non fare emergere la verità sul pericolo delle emissioni del MUOS e delle 46 antenne.
CHIEDIAMO
Con forza al Consiglio di Giustizia Amministrativa un’inversione di rotta che porti ad una valutazione serena e non subalterna alle richieste della politica statunitense delle molteplici violazioni che viziano le autorizzazioni riguardanti il MUOS, intanto revocando il Collegio di Verificazione e procedendo, ove necessario, ad una verifica tecnica, sia formale che sostanziale delle autorizzazioni oggetto del giudizio.
DICHIARIAMO
sin da oggi, che non riconosceremo autorità e denunceremo pubblicamente una sentenza che tenga conto degli elaborati del Collegio di Verificazione, nella sua attuale composizione e rispondente ai quesiti attualmente affidati ai Verificatori.
Un estenuante iter giudiziario che poco ci appassiona, insomma, per continuare a sottostare al ricatto politico ed economico degli Usa.  Il governo nazionale ha deciso che per le strade di contrada Ulmo, a Niscemi, devono presidiare persino i militari dell’esercito italiano. Che significa un’ulteriore militarizzazione del territorio: come se non bastasse una Sughereta sventrata, come se non bastassero i marines e i controlli delle forze dell’ordine italiane, come se non bastasse una repressione che continua a colpire gli attivisti coi tempi mastodontici della giustizia italiana. 
Noi però non ci arrendiamo: il Muos non lo vogliamo, e come noi le migliaia di siciliani e siciliane che hanno sempre supportato la nostra lotta e ai quali chiediamo un ulteriore sforzo. Oggi vi chiediamo una firma, ogni giorno ci aspettiamo la mobilitazione. 
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