La metamorfosi: il disagio di vivere

Il racconto La metamorfosi scritto nel 1912 ma pubblicato nel 1916, il protagonista è Gregor Samsa, commesso viaggiatore, unico sostegno della famiglia dopo il fallimento del padre, che dopo sogni inquieti si sveglia e scopre di essersi trasformato inspiegabilmente in uno scarafaggio. Inizia con difficoltà a rendersi conto della propria metamorfosi, per lui incomprensibile, e ne subisce tutte le conseguenze compresa la repulsione della famiglia e in modo particolare del padre. La metamorfosi però non modifica i suoi sentimenti, l’affetto per le sue cose, i ricordi e per questo la sua ambigua esistenza di uomo e di animale è ancora più angosciosa. 

Un giorno egli si spinge in salotto dove in quel momento tutti sono radunati, provocando orrore, il padre lo colpisce con una mela ferendolo gravemente. Intanto la famiglia per sbarcare il lunario accoglie alcuni pensionanti in casa. Una sera i “suoi cari” e i tre pensionanti ascoltano la sorella Grete che suona il violino, lo scarafaggio-Greg esce felice dalla sua tana attratto dalle note e arriva fino alla soglia della stanza per poter sentire meglio la musica, ma alla vista di quello orribile insetto i tre affittuari insorgono folli di ribrezzo e decidono di lasciare la casa provocando un nuovo tracollo finanziario.

Quando lo scarafaggio-Gregor muore, per fame e nell’indifferenza di tutti, la domestica, per la quale egli non è altro che un insetto, lo tocca con la scopa per essere sicura che sia veramente morto, e lo butta nell’immondizia, come lo sgradevole ricordo di una presenza imbarazzante. Con la scomparsa dell’insetto la famiglia prova più sollievo che dolore, adesso può riprendere i suoi riti di piccoli-borghesi, padre e madre progettano di organizzare il matrimonio di quella che è rimasta la loro unica figlia. L’immagine dello scarafaggio che guarda dalla finestra, con nostalgia e invidia i passanti, che si trascina per la stanza dove è recluso e in cui nessuno osa entrare, tranne la sorella, nutrito di rifiuti, sommerso dalla sporcizia è grottesca ma allo stesso tempo straziante. 

Ne La metamorfosi la base della vicenda, orribile e assurda sta proprio in questa condizione piccolo-borghese, impiegatizia, di cui l’evento orribile e ripugnante della trasformazione dell’uomo in insetto repellente mette a nudo le convenzioni più meschine, il peso oppressivo di una condizione economica che schiaccia la persona umana, l’umilia, l’immiserisce grottescamente e tragicamente al tempo stesso e la rivela nella sua realtà essenziale di solitudine profonda.

La storia raccontata da Kafka può avere varie interpretazioni, in termini simbolici descrive una situazione autobiografica come il conflitto col padre di cui la Lettera al padre è una testimonianza, il conflitto padre-figlio fu uno dei nodi principali della sua vita e di molte delle sue opere, predomina il motivo della solitudine e l’esclusione dell’uomo, il desiderio di colloquiare e confrontarsi con altri, che per misteriosi limiti gli viene rifiutato, come in questo caso per la trasformazione da essere umano a insetto, La famiglia reclude l’uomo-insetto, così come la società tende ad escludere il “diverso”.

KafkaFranz Kafka nato a Praga nel 1883, città magica e ricca di contrasti sociali e culturali definita da Kafka “città maledetta” che l’amerà sempre e che pur senza nominarla esplicitamente ambienta nella sua atmosfera inquietante e oscura gran parte della propria narrativa. Muore a Vienna nel 1924. Kafka insoddisfatto dei suoi scritti pubblicò solo qualche raccolta di prose e nel 1916 il racconto La metamorfosi, la maggior parte della sua opera è stata pubblicata postuma a cura dell’amico Max Brod cui però lo scrittore aveva raccomandato di distruggere tutto.