L’Aias di Gela si tinge di Blu, con tante iniziative: circa 70 pazienti autistici trattati quotidianamente

Nel suo quarantesimo anno di attività, l’Aias di Gela si tinge di Blu, e si associa alle iniziative che faranno parte, il 2 aprile, della Giornata sulla consapevolazza Autistica a cui Gela ha aderito. Per quella Giornata l’Aias organizzerà una tavola rotonda volta a discutere tutte le novità scientifiche sul disturbo. Un incontro tematico esperenziale con la mostra di disegni realizzati dai ‘bambini prodigio della struttura, gazebo esterni con piccole mostre, e un buffet. Il blu, colore scelto dalle Nazioni Unite, che invaderà la città di Gela, dalla chiesa Madre, ai palazzi, è il colore del fiocco dei camici e dei palloncini nella struttura di sociosanitaria di Borgo Manfria, che tratta quotidianamente all’incirca 70 assistiti affetti da questo disturbo neuro-psichiatrico. Tali pazienti necessitano di trattamenti logopedici e psicomotori, un trattamento multisanitario. Quella dei 2 aprile sarà  Giornata in cui  l’autismo si racconta attraverso le storie e le testimonianze di bambini, ragazzi, adulti, attraverso quelle delle loro famiglie e delle associazioni che gli stanno accanto giorno dopo giorno. Ma sarà anche la Giornata per raggiungere una sempre maggiore consapevolezza, perché conoscere vuol dire comprendere e creare una società più inclusiva. Il blu, in quanto “tinta enigmatica”, ha il potere di risvegliare il senso di “sicurezza” e il bisogno di “conoscenza”.  

‘Quella sicurezza che manca oggi a tantissime famiglie – ha dichiarato  il direttore sanitario Luigi Virone – perché l’incubo che scandisce la vita quotidiana delle madri e dei padri dei ragazzi autistici è quel che accadrà quando loro non ci saranno più. Il cosiddetto incubo del “dopo di noi’che interessa l’età adulta’.

“l’Aias di Gela- ha detto Giovanni Vaccaro, neuropsichiatra infantile – mette davanti al disturbo la persona e non enfatizza la metodica ma ha un approccio globale che comprende la famiglia e il bambino che domani diventerà adulto. La nostra è l’unica nel sud della Provincia nel suo genere che somministra molteplici metodiche nel disturbo neuropsichiatrico con medici costantemente specializzati e aggiornati’.

L’autismo è un disturbo che coivolge anche gli adulti, per tale motivo l’associazione ha lavorato al progetto “Dopo di noi”.

‘Sono milioni le famiglie – ha detto Anna Maria Longo, presidente dell’Aias – che direttamente o indirettamente hanno a che fare con la malattia; soltanto in Italia, secondo le ultime stime, sono 500mila le famiglie con soggetti malati di autismo, tantissime quelle gelesi, che ogni giorno si rivolgono all’Aias per l’erogazione delle terapie di grandi e piccoli.

Troppe per rimanere insensibili e distanti da una malattia che interessa anche l’età adulta e che il progetto ‘Dopo di Noi’ vuole proteggere’. Il progetto aspetta l’approvazione da parte dell’amministrazione

L’Aias è inoltre in attesa di ottenere un’autorizzazione per entrare su uno studio sperimentale rivolto ai bambini autistici da parte di una nota azienda farmaceutica.