L’Analisi Messinese dalle 5 “Stelle”… alle stallo. Dopo l’espulsione rischia l’implosione

Dopo il cenone di San Silvestro il sindaco, Domenico Messinese, dovrà pensare ad una strategia efficace per uscire da una fase difficile. Le battute si sprecano sulla difficilissima situazione politica gelese ma il rischio più grosso è che il primo cittadino possa passare dalle 5 stelle allo stallo…per parafrasare un detto popolare. I bene informati, più vicini al sindaco ex grillino, giurano che si aspettano questo tipo di provvedimento. Ma adesso in consiglio il primo cittadino è passato da un drappello piccolissimo di consiglieri eletti, cinque, a zero. Questo significa che tutte le volte che dovrà far passare un provvedimento dovrà cercare una maggioranza nel massimo consesso cittadino. Davvero in salita la strada per Domenico Messinese eletto con un mare di voti soltanto pochi mesi fa. Dopo l’espulsione il rischio reale è quello dell’implosione. Nessun consigliere che lo appoggia, il suo ex Movimento che promette battaglia e il Partito Democratico ed i partiti del centro sinistra che in teoria dovrebbero fare un’opposizione rigidissima. E lo stesso vale per gli altri gruppi politici eletti compreso quello vicino all’ex sesta stella, il candidato arrivato terzo alle elezioni, Lucio Greco. Da una prima analisi le strade logiche da percorrere per poter uscire fuori bene da questa vicenda, ormai passata agli onori della cronaca nazionale, sono due:la prima, l’azzeramento della giunta e la creazione di una giunta di salute pubblica affidata a tecnici di provata esperienza che possa contare sull’appoggio di tutti i gruppi consiliari per affrontare la grave crisi economica, occupazionale e le tantissime emergenze quotidiane, ma anche per poter programmare e costruire un percorso utile alla città ed ai cittadini che lo hanno votato e non; la seconda, le dimissioni dalla carica, l’arrivo di un commissario ad acta fino alle prossime elezioni. Messinese potrebbe ricandidarsi, magari con una lista civica e verificare se come dice il consenso era alla sua persona o al Movimento 5 Stelle. Ma sempre i bene informati pensano che il sindaco è cocciuto e che andrà avanti per la sua strada come è già accaduto sia in occasione della nomina della segretaria , che dell’addetto stampa, per parlare di due questioni che hanno fatto tanto adirare i suoi ex sostenitori e l’opinione pubblica. Oltre a tutte le altre questioni contenute nel documento del Movimento di Grillo in cui si spiegano i motivi dell’espulsione. Quindi che proverà a tirare a campare con la giunta che ha nominato con gli assessori a lui più vicini che ha mantenuto e i tre appena nominati. C’è chi giura invece, ma sono soltanto indiscrezioni che non trovano alcuna conferma, ma di cui si parla negli ambienti politici, sia vicini al capo dell’amministrazione che contro, che l’operazione di rottura con il Movimento 5 Stelle, avrebbe fatto piacere a gruppi di sinistra, ben consolidati in città pronti a fornire appoggio e assessori in cambio di potere e visibilità. Ma queste sono elucubrazioni del 2015. Bisogna aspettare la Befana per capire a chi porterà il carbone e a chi una calza piena. Intanto anche coloro che studiano da candidato sindaco iniziano a muoversi. Meglio essere pronti se si torna alle urne. E con questa confusione magari ci scappa un’altra rivoluzione che poi viene rivoluzionata. Ma la città non può aspettare. Troppi i problemi da risolvere, come ha ammesso lo stesso sindaco Messinese. La classe politica dovrebbe deporre le armi e trovare una strada non per garantire la sopravvivenza di una giunta in difficoltà, ma il governo di una città in cerca di una nuova identità. Al momento tutti pensano al gran cenone. Per i botti ci ha già pensato la politica. E che botti!!!