L’artista Iudice a favore di “a fimmina nura”: propongo di cambiare nome alla piazza

“Lasciare la scultura in piazza, perché echeggia la classicità della grecità, gli artisti della nostra modernità e il senso di armonia del corpo come ideale e contenuto di «Libertà» o «Vergogna”»(non conosco vergogna se non in libertà purché sia onesta)”. Anche l’artista gelese Giovanni Iudice si scaglia a favore della statua della donna nuda ( o fimmina nura) , dopo le dichiarzioni del prof. Nuccio Mulè che aveva proposto di rimuovere quella che è un’opera del maestro Silvestre Cuffaro, per sostituirla con il busto di re Umberto I,  presente in piazza fino al 1952. “Un tiranno sterminatore del suo stesso popolo, infatti è stato definito re Mitraglia”, ha sottolineato Iudice.  L’artista gelese mette in evidenza come la statua neoclassica di Cuffaro si lega   con la bellissima Chiesa patronale del culto cristiano. Ma gli amministratori gelesi sanno chi sia Silvestre Cuffaro? Si chiede l’artista Iiudice, su colui che ha creato la scultura bronzea 50 anni fa. Silvestre Cuffaro, è uno scultore siciliano degli anni ’30 . “Un innovatore della neo classicità e di quel ritorno all’ordine, compagno di una straordinaria pittrice dai rimandi provenzali e cezanniani, Pina Calì,  di cui oggi vi è un museo privato in una straordinaria villa liberty nell’avamposto riarso della costa più a nord della Sicilia, gestito  cui gli eredi (figlio che ho conosciuto personalmente), che ne  curano le visite per i più filantropi e raffinati amanti dell’arte (di recente, Vittorio Sgarbi ne fece una retrospettiva). Inoltre la  Palermo monumentale, ha diverse testimonianze creative di portali e fregi dello scultore incastonati nel Liberty e altro”, ha detto Iudice nella sua pagina Facebook. “Cosa ce ne facciamo del piccolo crogiolo storico monarca,  di un busto che la politica democratica e liberale dello stesso Aldisio, ha voluto rimuovere? Si chiede Iudice. E sul nome della piazza? Di quello che dovrebbe essere il salotto cittadino, Iiudice sarcastimanete suggerisce di optare per piazza della “Puttana” o piazza del “Postribolo”, in virtù di quella “ambiguità politica che ha sempre sfilato sui palchi negli ultimi venti anni della nostra storia”, ha detto Iudice. “Un luogo non luogo, in cui le promesse dette valgono la loro ipocrisia, dove il politico di turno promette ai cittadini stessi il lavoro sul palco della piazza che diventa il giorno dopo luogo della disputa per il lavoro, il politico che approfitta  nella credulità popolare si riconosce in quella nudità stessa, che era la profezia di Silvestre ?Cuffaro”. Asserisce Iudice. Oppure, piazza «Demetra»,” in onore alla nostra primordiale cultura Greca, dea della proserità che anticipò il culto cristiano  alla nostra SS.Madre dell’Alemanna. Suggerisce l’artista gelese.

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