L’Editoriale – A Gela tutti aspettano Ferrandelli (e non Godot)…. A.A.A. Coraggiosi cercasi

Sembra veramente un gioco delle parti. Il Partito Democratico uscito dilaniato dalle ultime elezioni ed alla ricerca di qualcuno da immolare come segretario, dopo il dramma della sconfitta di Fasulo in pieno post crocettismo, con la città consegnata ad un governo a cinque stelle, conferma la sua crisi d’identità.

Dopo le elezioni abbiamo letto varie auto-flagellazioni ad opera di dirigenti del Partito di Renzi e la sensazione che si ha è che qualcuno aspetta Godot.

Ma in realtà l’uomo nuovo della sinistra, quello che può rilanciare il partito in Sicilia, o quantomeno creare un movimento credibile c’è già, ed è già stato a Gela. Ha cenato a Manfria con il segretario della Cgil, Ignazio Giudice, e si chiama Fabrizio Ferrandelli.

Pare che tornerà presto a Gela e che sono pronti ad aderire al suo giovanissimo Movimento, quello de “I Coraggiosi” in parecchi. Si parli di consiglieri e persino di una alta carica istituzionale. Tutto è ancora un’indiscrezione ma a settembre, finito il caldo, tutti giurano che a sinistra a Gela si tornerà a fare politica seriamente.

Fabrizio Ferrandelli in giro per la Sicilia riscuote molta simpatia. E’ stato l’unico deputato regionale, che durante e dopo il periodo nero del Governatore Crocetta, non è salito sul suo carro, dicendo che è un dovere sostenerlo per il bene della Sicilia. Ma ha fatto un atto da vero Coraggioso, si è dimesso da “onorevole”. Ha rinunciato a tutto per avviare dal basso una nuova stagione della politica a sinistra.

Ho conosciuto Fabrizio Ferrandelli ad un dibattito della Festa dell’Unità ad Agrigento ed ho avuto la sensazione di una persona perbene. Impegnato nel sociale, con alle spalle un’esperienza di bancario. Mi è sembrato uno che misura le parole e che riesce ad avere un forte appeal con chi deluso dal Partito Democratico e dalla sinistra in genere, non ha perso le speranze di cambiare le regole del gioco. Di rottamare, ma sul serio quanto c’è da rottamare. A Gela tutti si aspettano che venga subito costituito il Movimento, che venga creata una sede, un punto di discussione per togliere le ragnatele di un Pd che sembra vecchio e logoro, o magari lo è, e che possa affrontare seriamente i tanti problemi della città.

Certo è difficile pensare che in questo momento in cui la città è ancora frastornata a livello politico, dalla vittoria netta di Domenico Messinese e dei suoi penta stellati, che a sinistra si trovi una sintesi subito per provare a rilanciare il progetto politico. Troppi veleni, troppe vendette annunciate, tanti che non vogliono uscire di scena e altrettanti che non vogliono entrare perché anno paura di bruciarsi. Eppure a sentire i molti, di quell’area ormai provata e traumatizzata, la sinistra appunto, qualcosa deve succedere. Non si può aspettare a lungo Godot e quindi ecco che Ferrandelli potrebbe fare la parte del leone.

Ignazio Giudice, quando gli chiediamo lumi, non conferma e non smentisce. Prende tempo, ma fa capire che presto qualcosa “di unico e di grande”, come cantava Dalla, dovrebbe accadere. Non a caso abbiamo citato Samuel Beckett e la sua più famosa opera teatrale. Perché lo psicodramma che nel Partito Democratico si vive dalla scorsa primavera fino agli ultimi giorni dell’estate può essere associato al Teatro dell’Assurdo.

Sappiamo che qualcuno ci dirà che in realtà non esiste il Teatro dell’Assurdo ma soltanto dei punti di contatto tra lo stesso Beckett e i vari autori come Ionesco o Adamov. Ma a Gela qualcosa di assurdo è davvero successo: un sindaco candidato con tante liste a sostegno, peraltro uscente, come Angelo Fasulo, è stato logorato prima e massacrato poi, dai suoi stessi compagni di partito. In attesa di conoscere la data della nuova missione a Gela di Fabrizio Ferrandelli, a sinistra, ma anche al centro A.A.A. Coraggiosi cercasi, e non soltanto di nome… ma anche di fatto.