L’Editoriale – L’analisi sotto l’ombrellone / Crocetta, il gelese Governatore della “Cicilia” “Nudo” o in “Tutino”… comunque sotto assedio

Sono ore difficili per Rosario Crocetta, e non per il caldo torrido. Il gelese Governatore delle “Cicilia” (come recita perfettamente un suo imitatore indigeno che riscuote un successo senza limiti su whatsapp). Le ultime note di satira gelesi risalgono al comizio che doveva servire per rafforzare il candidato sindaco del centrosinistra, Angelo Fasulo, ma tutti giurano che l’intervento del Presidente l’ha affossato.

Rosario, una carriera brillantissima, sindaco, eurodeputato, leader del Megafono, Governatore della Sicilia, l’uomo della rivoluzione è sotto assedio. Negli ultimi giorni il colpo più duro lo ha assestato un altro siciliano molto noto, Pietrangelo Buttafuoco, intellettuale di destra, giornalista dalla penna fulminante, scrittore di successo. Dopo aver bombardato il Governatore dalle pagine di “Buttanissima Sicilia”, su “Il Fatto Quotidiano” ha ripreso la vicenda dello scandalo sanità. Ha narrato dell’amicizia del Presidente con il suo medico personale Matteo Tutino. Lo ha fatto a modo suo. L’articolo ha fatto il giro del web, tutti lo hanno letto, soprattutto dopo una seconda pubblicazione su Live Sicilia. A proposito il quotidiano on line, fondato dal compianto Francesco Foresta, ha addirittura aperto un dossier su Rosario Crocetta. Racconterà nel dettaglio tutti i fallimenti, dalle origini del suo mandato, quasi tre anni fa ai nostri giorni. Le parole di fuoco dell’ex assessore Borsellino, proprio sulla vicenda Tutino. Ma se da una parte i siciliani si disperano perché mentre la Sicilia affonda e tutti parlano dello sbiancamento anale, dall’altra giurano di espiare le colpe per aver votato Rosario, per aver creduto in lui. Mi è capitato di parlare in giro per l’Italia con amici e colleghi, non necessariamente lettori de “Il Fatto” ma assidui frequentatori della rete e in tanti mi chiedono se è vera questa vicenda dello sbiancamento anale. E cosa si può rispondere se non quello che tutti abbiamo letto sui giornali.

A Gela, la città che lo ha conosciuto poeta, dipendente dell’Enichem, assessore alla cultura, attivista della sinistra e poi sindaco, tutti ripetono la frase che ogni genitore dice al figlio o alla figlia che non si comporta bene: “l’avevamo detto…che in Regione sarebbe stato un disastro…ecco è successo…ma dovevamo scegliere se votare un paesano o uno di destra Nello Musumeci…abbiamo scelto il paesano…ma oggi…”

Ma torniamo all’affondo di Buttafuoco, cosa avrà scritto mai di così grave sulla vicenda Tutino e sullo sbiancamento anale? Questo che vi riportiamo integralmente: “In merito alle recenti vicende siciliane, l’arresto di Matteo Tutino, il medico personale di Rosario Crocetta, c’è un dettaglio rimasto appeso: lo sbiancamento anale. Tutino, mago del body jet, il trattamento estetico che a Palermo – secondo la Procura – veniva messo in conto al Servizio Sanitario pubblico, con questa rifinitura destinata alla clientela vip aggiorna l’immaginario dei retrogradi, apre le finestre della mente e scava profonde prigioni al pregiudizio. Un dettaglio utile questo – e lo è – non certo per le indagini dei Nas ma per l’evoluzione dei costumi. Trattasi di un intervento a colpi di bisturi e suture per ingentilire l’orifizio d’evacuazione – al punto di farne un fodero di candida porcellana – e pare sia molto richiesto dai pazienti più scavallati a conferma di ciò che nei frastornati anni ’80 suonava ancora come profezia: Il culo diventerà la fica del 2000!”.

In poche ore la satira riesce anche a immaginare Rosario Crocetta in un meraviglioso.. quanto sexy tutino. La foto gira sul web, fa sorridere su Facebook e Twitter. Ma il Presidente ha preso male l’articolo di Buttafuoco. Lo rivela in una drammatica assemblea del Partito Democratico dove il Governatore sembra arrampicarsi sugli specchi. La cronaca dettagliata di Republica rivela come lo stesso segretario regionale del Pd, Fausto Raciti, è convinto che il Presidente della Rivoluzione, non abbia convinto (scusate la cacofonia ma quando ci vuole …ci vuole).

La difesa di Rosario Crocetta è tutta qui: “: “Sono disposto ad assumermi tutte le mie responsabilità se il partito me lo chiede. Ma io ho ereditato una Regione con sei miliardi di deficit. Mettiamo che oggi decida di dimettermi, il tema è questo? Se il partito me lo chiede, mi dimetto. Ritengo però irresponsabile andare ora alle elezioni anticipate ma non lo dico perché temo di perdere. Siamo noi a dover agire adesso, con il Pd e gli alleati abbiamo la responsabilità di salvare la Sicilia dal default. Ma se siamo delegittimati, se ogni settimana dicono ‘cade il governo’, la nostra azione non può essere efficace. Potrei anche essere il celebrante del mio funerale. Quando mi sono candidato, l’ho fatto perché ero convinto di vincere le elezioni. Se domani la situazione sarà diversa, parliamo, discutiamone, non ho problemi”.

E poi aggiunge, sempre durante la Direzione Pd un preciso riferimento a potenziali attacchi omofobici: “in questi giorni ho letto attacchi riferiti alla mia omosessualità. Roba da medioevo”.

Tutti contestano al Governatore che rivendicare antimafia e omosessualità non basta. In ogni parte dell’isola tutti sono convinti che Crocetta sta affondando la Sicilia. Lui si dice pronto a dimettersi. Ad essere appunto “il celebrante del suo funerale”.

E se sullo sbiancamento anale, ci dicono ribattezzato nei corridoi della Regione Siciliana S.A.anche sull’antimafia, lo scorso anno proprio Pietrangelo Buttafuoco non era stato tenero con il governatore. “Di Crocetta si sa – ha scritto – anziché risolvere un problema, lui lo criminalizza. Due sono i tipi di mafia: la mafia e la mafia dell’antimafia…l’unica fabbrica operosa di Sicilia è quella dell’antimafia fatta mafia. E’ la madre di tutte le imposture”.

Crocetta si sente forte, spiegano a Palermo ma anche a Gela, per il fatto che i deputati regionali non si dimetteranno mai. La prossima volta non saranno 90 ma 70. E chi rischia il posto? Meglio tenersi Rosario.

Ma proprio alla Direzione regionale del Pd, un vecchio compagno, Mirello Crisafulli ha messo tutti sul chi vive: “Il Pd è ostaggio dell’impossibilità di scegliere. E non può essere ancora ostaggio. Possiamo decidere di ‘annacarci’ ma sarebbe un errore. Credo che serva una svolta. Bisogna aprire una fase nuova. Il Pd non può essere ancora oggetto degli attacchi del presidente della Regione. Frasi del tipo: ‘Se parlo io…’. Se c’è qualcosa da dire ha il dovere di farlo. Non credo che qualcuno nel Pd abbia scheletri nell’armadio. Io non ho più nemmeno l’armadio”.

Tutti giurano che l’idea della fase nuova nel Pd, ex Pds e Ds, si era già sentita ai tempi del Governo Capodicasa, poi Lombardo e ora si ripete.

E anche se un altro notabile del Pd, Cracolici ammette dopo la direzione regionale: “Ho avuto l’impressione che oggi Crocetta si sia mostrato nudo al partito”, Rosario Crocetta è pronto a combattere, nudo in tutino. Basta riascoltare una frase su Gela che la dice lunga: “se io avessi fatto all’antica avremmo stravinto a Gela. Sarebbe bastato assumere alla Regione i lavoratori dell’Eni”.

Chissà se è vero. Intanto nella città del Governatore comandano i Grillini. E l’assedio continua.

 

Nella foto un fotomontaggio satirico con il Governatore Rosario Crocetta in Tutino per ricordare il nome dell’amico medico coinvolto nell’inchiesta sulla sanità