L’ora dell’addio. Sui manifesti funebri di Loris anche il dolore della mamma

Santa Croce sta attendendo in silenzio l’arrivo del feretro di Andrea Loris, dall’obitorio di Ragusa. Oggi la città darà il suo ultimo saluto al bambino ucciso, presumibilmente dalla madre Veronica.  I funerali che si celebreranno tra un po’ nella chiesa di San Giovanni Battista, dove già ci sono fiori e peluche e si terranno in forma privata, senza telecamere, per volere del papà Davide Stival, che poco fa assieme alla nonna di Loris hanno visto per l’ultima volta il corpicino del piccolo. Intanto sono partiti dalla scuola Falcone-Borsellino che frequentava  Loris i suoi compagnetti per dirigersi nella chiesa, ognuno di loro ha in mano un palloncino bianco. Nella chiesa un apposito spazio è stato riservato a loro. Sui manifesti funebri apparsi in serata sulle bacheche di Santa Croce Camerina, che annunciano i funerali di Loris Stival, anche il dolore della mamma che, con il papà e il fratellino, sottolinea la “maniera tragica” della morte del bambino. Sulla locandina una foto di Loris sorridente, con disegni di angeli. Altri manifesti si accomunano al dolore della famiglia, come quello del comune di Santa Croce Camerina, del gruppo sportivo taekwondo con un “ciao campione” diretto a Loris, e uno degli amici di scuola. La messa sarà celebrata dal vescovo di Ragusa, mons. Paolo Urso. Il comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato dal Prefetto di Ragusa, ha pianificato “specifici servizi”. Prevedendo un elevato afflusso di persone nella zona interessata alle esequie, il comune ha messo a disposizione delle transenne per delimitare l’area, mentre la stampa sarà sistemata in una zona a parte. In chiesa non ci sarà Veronica: nonostante abbia insistito  per potere assistere ai funerali del figlio. Dal carcere la donna ha scritto una lettera accorata al marito: “Caro Davide, sono amareggiata profondamente dal comportamento che hai avuto nei miei confronti: sono innocente, assolutamente innocente, ti prego di credermi. Io so che tu nel tuo cuore mi consideri innocente