L’ultimo saluto a Stefano. Gli amici: “Fai buon viaggio, compà!”

Un rintocco sordo di campane ha accolto Stefano Ascia stamattina per l’ultimo saluto.

La Chiesa Madre gremita di gente tra familiari, amici, compagni di classe e cittadini che hanno voluto manifestare la propria vicinanza ai genitori del diciassettenne morto il giorno del suo compleanno sulla Gela-Manfria a causa di un incidente con lo scooter su cui viaggiava insieme a un suo amico. In Chiesa tantissimi coetanei con lo zaino sulle spalle a indicare la quotidianità che un destino ingiusto ha strappato al giovane Stefano. “Siamo riuniti per chiedere al Signore la forza di poter comprendere ciò che stiamo vivendo – ha detto Monsignor Alabiso nel corso dei funerali – dobbiamo capire il gran dovere che abbiamo di rispettare la vita nell’amore e nel perdono del prossimo. Il grande peccato è progettare il domani senza mai fare, che Stefano oggi dia a noi tutti questa forza. È una città drammaticamente sorpresa dagli incidenti di questi giorni – ha poi concluso – ogni parola è superflea. Dacci, Signore, la certezza che Stefano sia con te!”. Un amico e figlio gentile, educato e sempre pronto a sdrammatizzare. “Un ragazzino d’oro”, come gli amici hanno scritto nei giorni scorsi sui social network. “Sono sempre orgogliosa dei miei alunni e trovo sempre le parole per dirlo – ha detto Angela Tuccio, la Preside del Liceo Scientifico, la scuola frequentata da Stefano – ma oggi non riesco a farlo. Io sono mamma e so che non è possibile sopravvivere ai figli. Da parte mia le condoglianze di tutto l’istituto”. A voler ricordare Stefano anche un suo carissimo amico. “Mi hai sempre insegnato a fare la scelta giusta. Sei sempre stato contro ogni forma di ingiustizia, eccellevi in tutto ciò che facevi. Adesso proteggi tua madre, tuo padre, Federica e tua nonna. In questi giorni non faccio altro che ripetermi che l’amore per i propri cari non finisce mai. Buon viaggio, Ste!”. “Il nostro non è un addio – hanno poi detto i compagni di scuola – ma un arrivederci, perché sappiamo che non ci hai lasciato per sempre”. Un dolore raccolto e silenzioso che non può trovare spiegazioni e che il tempo, purtroppo, non potrà mai affievolire.

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