L’UTIN a Gela, una vicenda infinita: “Non aspettiamo la disgrazia per far poi la conta delle colpe”

“Gela rimane allo stato attuale l’unica sede di UTIN siciliana a non essere stata attivata”.

È questa la denuncia del Comitato per lo Sviluppo dell’Area Gelese in merito all’attivazione dell’Unità di Terapia Intensiva Neonatale (UTIN) a Gela, una struttura ancora non realizzata che, secondo i componenti del Comitato diretto da Filippo Franzone, è vittima di ritardi ingiustificati. “Siamo già nella prima decade di novembre – si legge nella nota – e i lavori, le assunzioni di personale e tutto ciò che riguarda l’attivazione dell’UTIN sono in alto mare, sebbene ci siano i macchinari, acquistati diversi anni fa. Un servizio sanitario importante per la città di Gela dato l’elevato numero di nascite, la notevole distanza dall’UTIN più vicina, 85 km con strade impercorribili, l’alto numero di malformazioni neonatali e il grande bacino di popolazione residente, 400mila abitanti in appena 35 km di raggio. Non vogliamo creare polemiche gratuite – conclude il comunicato – vogliamo soltanto dotare questo territorio di una struttura che può salvare vite umane. La situazione è attualmente tranquilla, ma potrebbe precipitare di colpo alla prima disgrazia e solo allora si cercheranno i responsabili dei ritardi, ci sarà la corsa per l’attivazione e mille scuse verranno messe in campo. Inevitabilmente, però, in caso di disgrazia ci saranno anche due genitori a piangere, soli, a causa di negligenze burocratiche”.

Questo il percorso storico ad oggi per la realizzazione dell’UTIN a Gela:
– 9 dicembre 2013: l”Assessore Regionale alla Salute emana un decreto che stabilisce come termine ultimo per l’adeguamento ai requisiti strutturali per la rete materno-infantile siciliana il 31 dicembre 2014. Data non rispettata.
– 14 gennaio 2015: un decreto assessoriale di riqualificazione e rifunzionalizzazione della rete ospedaliera-territoriale siciliana riconferma l’attivazione di una UTIN presso il presidio in questione, negli stessi termini del Decreto Assessorile n. 746/2010.
– 17 febbraio 2015: durante un’audizione della VI Commissione ARS, alla presenza dei Componenti CSAG, il Direttore Generale dell’ASP 2 Carmelo Iacono si dice disponibile a far partire subito l’UTIN, è pronto a finanziare l’acquisto per gli arredi e quanto altro occorra con fondi della stessa ASP. Occorrono però dai quindici ai diciotto medici e altrettanti infermieri per far partire l’UTIN, che non si possono attingere dagli organici ASP, in quanto figure con una particolare specialità non presenti nei nostri organici. Per questo viene richiesto l’aiuto della Commissione.
– 26 febbraio 2015: la nota trasmissione televisiva “Mi Manda Rai Tre” accende i riflettori sulla vicenda della mancata attivazione dell’UTIN a Gela. Viene garantita la consegna della struttura entro dicembre.
– 2 luglio 2015: il Ministero della Salute, su richiesta della Senatrice Venerina Padua informata dal CSAG sulla vicenda, assicura che verranno valutate le scelte strategiche relative alla riorganizzazione del percorso nascita e alla tempistica delle realizzazioni dichiarata dalle Regioni, a garanzia delle madri e dei neonati.

Articoli correlati