La Boldrini ha preso a cuore il dramma della città. Le donne di Gela incontrano il presidente della Camera

Avevano scritto al presidente della camera Laura Boldrini, circa un mese fa, e ieri finalmente è avvenuto l’incontro. Si tratta delle donne, madri, mogli, fidanzate, figlie dei lavoratori dell’indotto Eni di Gela,  e non solo, che hanno voluto portare a conoscenza nazionale la terribile crisi che il territorio gelese sta attraversando e lo hanno fatto costituendo una associazione.  Ieri una delegazione del  Coordinamento delle donne, presieduto da Luciana Carfì ha incontrato la Boldrini a Palermo, e propio il presidente della Camera ha invitato le nostre donne a Montecitorio per un inconto più ampio.  “Dopo la crisi dell’Eni il nostro territorio piano piano sta crollando – ha detto la Carfì, che chiede assieme alle altre donne che si metta in campo un progetto di sviluppo chiaro e forte, che allo stato attuale  non si vede. ” Il protocollo, sulla riconversione green della raffineria, è stato firmato nell’ottobre del 2014, ma tra rinvii e rinvii non riusciamo ad avere risposte. Ci siamo costituite in Comitato un mese fa – ha aggiunto- e l’idea è nata da un gruppo di donne rispetto al dramma che vivono molte famiglie e tanti giovani che, perdendo il lavoro, rischiano adesso anche di perdere la loro casa”. L’incontro a Montecitorio si farà a breve, e propio il presidente della Camera che ieri era a Palermo per la presentazione del suo libro, ha preso a cuore il dramma della città. Presenti una decina di donne, tra cui la moglie di un operaio che ha perso il lavoro, due rappresentanti della associazione, una insegnante in pensione e una donna che sta provando ad avviare un’impresa. “Siamo contente – ha detto Luciana Carfi – abbiamo trovato una disponibilità, una sensibilità e un’attenzione rispetto a quello che abbiamo rappresentato”

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