La Buona scuola non premia il personale educativo

 

Riceviamo e pubblichiamo un articolo scritto dall’Associazione Nazionale “Docenti Educatori” Istruzione Pubblica Statale, associazione di fatto e del Gruppo Personale Educativo

 In questi giorni alla Camera dei Deputati si sta compiendo uno dei più grandi disastri sulla scuola italiana: l’approvazione del DDL ”La Buona Scuola”. In questo paese si è soliti ormai ad assistere a riforme peggiorative in ambito istruzione e ogni Ministro di qualsivoglia governo ha l’abitudine consolidata di voler cambiare qualcosa che ”a suo dire” non va e lascia sistematicamente un segno profondo, negativo e lacerante. In tale contesto si annida la problematica del Personale Educativo, categoria dimenticata perché ”minoranza” del mondo scuola. Gli ex-istitutori, pur equiparati giuridicamente ed economicamente al personale docente, sono caduti ancora di più nell’oblio con questa ultima ed ”innovativa” riforma. Gli educatori, infatti: non hanno diritto ad alcun albo provinciale o distrettuale; conservano il medesimo e vetusto profilo, nell’essere relegati in istituzioni convittuali con mobilità pressoché inesistente; sono del tutto invisibili per le istituzioni sorde anche dinanzi a sentenze passate in giudicato che hanno sancito la PIENA e TOTALE parità tra essi e gli insegnanti della scuola primaria, con conseguente possibilità di ammissione ai bandi per i corsi di specializzazione per le attività di sostegno; sono legati ad una Circolare sugli organici, distruttiva ,firmata Gelmini, per nulla toccata dalla ”Buona Scuola’’. Ben due emendamenti a favore degli educatori, sono stati bocciati rispettivamente in VII Commissione cultura e in aula alla Camera, solo perché presentati dalla minoranza (SEL e Cinque Stelle) e, pertanto, non accolti. A fronte di tutto questo, numerosi appelli sono stati indirizzati ai gruppi parlamentari di maggioranza e alla Relatrice On. Coscia, la quale non si è mai degnata di rispondere alle nostre missive, volte a chiederle i motivi del respingimento in Commissione o per lo meno tese a conoscere le reali intenzioni di questo governo sulla figura, legata per troppo tempo e per tanti anni, ad un profilo che oramai sta scomparendo. Questa pseudo riforma, che proclama ”modernizzazione”, non include il Personale Educativo, ricordato solo per essere tagliato. Ribadiamo, ancora una volta, la nostra completa apertura al dialogo e al confronto, per i dovuti emendamenti al Senato, al fine di predisporre le dovute modifiche in favore della nostra categoria professionale. Diversamente, ci vedremo costretti a far valere le nostre ragioni presso le sedi competenti, per ristabilire il rispetto della legge e la tutela contro ogni disposizione che abbia a discriminare il Personale Educativo.

 

 

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