La Cassazione: Muos abusivo, rimane sotto sequestro

La Procura di Caltagirone ha chiuso le indagini preliminari sulla violazione delle normative urbanistiche e ambientali durante i lavori di realizzazione del terminale terrestre del MUOS all’interno della riserva naturale di Niscemi. Sette gli indagati citati direttamente in giudizio: il dirigente della Regione Siciliana Giovanni Arnone,  che nel giugno 2011 firmò per conto dell’Assessorato all’Ambiente e Territorio le due autorizzazioni per l’avvio dei lavori; i responsabili delle società che hanno concorso alla costruzione dell’impianto di telecomunicazione satellitare , il direttore dei lavori Giuseppe Leonardi, originario di Paternò. “Ai professionisti che svolgono queste attività sul territorio da moltissimo tempo non poteva sfuggire la macroscopica illegittimità dei decreti autorizzativi emessi”, ha commentato la Procura di Caltagirone.” Il dirigente della Regione Siciliana e i sei imprenditori saranno processati, il prossimo 20 maggio, davanti al Tribunale monocratico di Caltagirone per abusivismo edilizio e violazione della legge ambientale per la costruzione a Niscemi (Caltanissetta) del Muos, il sistema di telecomunicazione militare Usa.  È “certamente sussistente quantomeno per la prosecuzione dei lavori in epoca successiva all’annullamento del provvedimento di revoca delle revoche” la consumazione a livello indiziario del reato di abuso edilizio nella realizzazione di infrastrutture militari costituenti il sistema radar Usa Muos in Sicilia. Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni depositate oggi di conferma del sequestro dell’impianto che, rileva il verdetto, è stato disposto con finalità di salvaguardia dell’ambiente e della salute degli abitanti. Una notizia che arriva all’indomani del giorno delle proteste di cittadini e associazioni per la messa in funzione del sistema di telecomunicazioni acceso per rilevare le emissioni.Da questo procedimento amministrativo è scattato il sequestro penale dello scorso 1 aprile.

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