La “fitorimediazione” per Bonificare la Piana di Gela: proposta di “Sviluppo del Golfo”

La fitorimediazione per le bonifiche della Piana di Gela? Ecco la proposta da parte della Associazione Sviluppo del Golfo di Gela, presieduta da Francesco Agati. “A causa del gravissimo stato delle falde di Gela zuppe di mercurio, benzene, idrocarburi, arsenico, e molto altro ancora, abbiamo effettuato uno studio per la bonifica naturale della zona Est della piana realizzando una “diga” naturale con Salici e Pioppi, e innescando il territorio di microrganismi per il disinquinamento ambientali.

Infatti questi alberi di alto fusto con l’aiuto di disinquinanti ambientali possono permettere la bonifica del territorio in percentuali altissime, e comunque fungere da filtro e intrattenitori facendo arrivare al mare solo una piccola quantità di inquinante.

Questa tecnica viene chiamata fitorimediazione è una nuova biotecnologia che fa uso di piante superiori per il trattamento di suoli, sedimenti e acque contaminate. E’ applicabile a sostanze organiche, nutrienti, radionuclidi o inquinanti metallici, accessibili alle radici delle piante.

Attraverso la fitorimediazione, i contaminanti possono essere sequestrati, degradati, immobilizzati o metabolizzati. Le piante usano gli inquinanti tossici per l’uomo e gli animali come nutrienti, le piante tollerano alte concentrazioni di composti tossici intrattenendole nelle radici.

Le sostanze tossiche possono essere assorbite dalle radici, assunte, traslocate, e trasformate nel metabolismo del vegetale, fungendo da filtro per la colata tossica verso il mare.

Questo procedimento naturale di bonifica ha un neo infatti una parte pari al 30% del materiale tossico assorbito viene trasportato nelle foglie e successivamente liberato in atmosfera nel processo di traspirazione.

L’evapotraspirazione da parte delle piante cattura e mobilizza anche il contaminante presente nella falda. Anche assorbimento e degradazione contribuiscono a diminuire la quantità di contaminante tossico.

I vantaggi nell’uso di pioppi e salici, la durata consente trattamenti a lungo termine, la profondità delle radici consente di trattare aree più estese.

La diga con questi vegetali transgenici che si possono reperire solo nei laboratori dovrebbero essere posizionati in tutta la piana e per tutto il perimetro del petrolchimico di Gela.

Noi dell’associazione Sviluppo del Golfo di Gela siamo certi che esistano altri sistemi di bonifica che però mai verranno utilizzati da Eni e lo Stato perché troppo costosi. La nostra idea di bonifica naturale ha costi relativamente bassi, non ha bisogno di particolari autorizzazioni, e può essere effettuata subito dopo aver effettuato lo studio della corrente di falda. I finanziatori possono essere enti e privati non escludendo l’idea di fare contribuire a questo progetto di bonifica ai alle famiglie di nuovi nati con un albero per ogni nato. Siamo certi che grazie a questo progetto riusciremo a salvare molte vite umane e non fare ammalare di tumore o leucemia molte persone nei prossimi decenni, personalmente non crediamo ai falsi propositi propagandistici di Eni, dello Stato, e di moltissimi politici assuefatti dal sistema.

Per il bene di Gela siamo pronti a qualsiasi confronto pubblico e progettuale.

La bozza di studio é stata elaborata da Francesco Agati, con la collaborazione dell’avv.  Maurizio Scicolone (Legale dell’associazione) e il prof. Nelson Marmiroli, dell’ Università di Parma Dipartimento di Scienze Ambientali