La foto-discordia della discarica: la verità di Gela Brainstorming

Spettabile Direzione di Accento,

con riferimento alla notizia pubblicata da Accentonews il 03 Agosto 2015 intitolata “Il caso- limite /Su un gruppo Facebook di Gela chieste le dimissioni del Sindaco di Gela Messinese per una discarica di Licata” mi preme dare dei chiarimenti.

L’articolo suddetto ha dei contenuti non corrispondenti al vero e, pertanto, è lesivo della mia immagine e della mia identità personale. Pur apprezzando la redazione di accento news per lo spazio dedicatomi, dei chiarimenti sono necessari per dovere di corretta informazione e per la mia reputazione.

Ieri ho pubblicato, volutamente, una foto di una discarica di Licata con un invito generico al Sindaco di dimettersi, esattamente la frase era questa “Vergogna Sindaco dimettiti… c’è immondizia dappertutto

foto diFrancesco Pira” (come screenshot).

Questa operazione (come tante, dello stello stile e dello stesso sarcasmo), era volta a stanare i contestatori di professione che ormai colgono ogni occasione per lamentarsi di qualsiasi cosa e non proporre mai soluzioni per i problemi della Città; gli stessi contestatori sono coloro che da qualche

tempo hanno perso il senso della loro presenza nel gruppo facebook.

In campagna elettorale il gruppo facebook “Gela Brainstorming” è diventato il principale strumento di informazione della Città ma, ormai, viene usato maggiormente dai mistificatori della realtà – ex politici “trombati” e/o simpatizzanti di partiti in declino – per segnalare pretestuosamente problemi che attanagliano la nostra Città da 25 anni. La pretesa della vecchia politica è che i problemi che loro non hanno voluto affrontare in 25 anni di potere e di lottizzazioni, vengano risolti in 40 giorni di governo. I “trombati” non accettano ancora il risultato democratico delle elezioni e cercano di sovvertire il risultati a colpi di piazza virtuale.

Queste le doverose premesse per dire che sono, in parte, grato che un giornale locale come Accentonews abbia dato voce a questa provocazione, ma è spiacevole che non mi abbia dato l’occasione di spiegare il senso e l’intenzione della stessa rendendo ufficiale al pubblico la sua versione dei fatti ed associando quindi, al sottoscritto, dei pensieri che non solo non mi appartengono ma nemmeno sono mai stati espressi!

Nello scrivere il post, ancora disponibile sul gruppo, non ho mai scritto il nome del Sindaco di Gela ed avevo, invece, scientemente segnalato il nome dell’autore della foto il Prof. Francesco Pira e, quindi, la verità sul post era ed è di semplice reperibilità. Va detto, inoltre, che la stessa verità era stata compresa da qualcuno che aveva colto il sarcasmo del post, salvo poi il successivo dubbio ingenerato dalla interpretazione diffusa come ufficiale da Accentonews.  Da fondatore del gruppo invito i fruitori a partecipare alle nostre iniziative, ad essere promotori di iniziative utili a tutti e a venire alla riunione indetta giorno 6 Agosto per parlare dei progetti in cantiere e partecipare alla petizione per la rimozioni delle “Ali della vergogna”.
Per qualunque informazione
www.gelabrainstorming.com
Cordialmente

Eugenio Catania

 

Nota della Direzione di Accentonews

 

Abbiamo letto ed apprezzato il tono pacato ed anche gli apprezzamenti per il lavoro svolto dalla nostra redazione da Eugenio Catania.

Ci teniamo a nostra volta a precisare che l’articolo, ribadiamo satirico, non aveva nessuna intenzione di ledere “l’immagine o l’identità personale” né di Eugenio Catania né di nessuna altra persona. Il nostro lavoro è stato sempre improntato alla massima correttezza e abbiamo sempre cercato di farlo con professionalità. A beneficio dei lettori di Accento, visto che con Eugenio Catania l’abbiamo chiarito nei post su Facebook, la foto utilizzata da Eugenio Catania era pubblicata in un profilo privato, quello di Francesco Pira, ed è stata inserita in un gruppo pubblico con nome e cognome dello stesso Pira come indicato nella lettera. Eugenio Catania ha potuto utilizzarla perché amico di Pira su Facebook. Diversamente per i blocchi di privacy nel profilo di Pira la foto non poteva essere pubblica e quindi non poteva essere resa nota attraverso un gruppo pubblico. Il senso dell’articolo era quello di sottolineare che la foto di Pira era di Licata e non di Gela, e pur facendo intuire l’articolo che si trattava di una burla, quella di Gela Brainstorming, voleva sottolineare che poteva non essere opportuno, vista la tanta immondizia fotografabile a Gela, mettere una discarica a cielo aperto di Licata. Sempre aperti a contributi e a riflessioni precisiamo che i registri satirici che utilizza il Gruppo Gela Brainstorming possiamo ogni tanto utilizzarli anche noi che stiamo cercando di fare informazione in una città che vive un momento difficilissimo. Buon lavoro a tutti noi.

La Direzione di Accento