La frana sulla SP23 isola Mussomeli, Nursind: “A rischio l’assistenza e disagi per le partorienti”

Assistenza a rischio per i pazienti e disagi per i lavoratori degli ospedali ‘Sant’Elia’ e ‘Raimondi’ di San Cataldo, a causa della frana che ha interessato la Strada Provinciale 23 e che ha isolato Mussomeli.

“Un déjà-vu che sta interessando la comunità mussomelese – ha affermato Osvaldo Barba, dirigente nazionale del sindacato Nursind – visto che un episodio simile era già successo. Le condizioni viarie sono davvero terribili e le soluzioni proposte fino ad ora dagli organi competenti hanno necessità di tempi certamente non brevi.

Intanto, con le piogge intense di questi giorni che, secondo le previsioni meteo, dovrebbero addirittura peggiorare, anche le trazzere che consentono di raggiungere Caltanissetta sono al limite della praticabilità con grossi rischi sia per i pendolari sia soprattutto per l’utenza ospedaliera”.

La frana ha isolato Mussomeli e costringe chi intende raggiungere Caltanissetta a seguire un itinerario molto difficile tra i vari paesi del Vallone. “Con una rete mai attuata e con la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Mussomeli – ha continuato Barba – resta l’interrogativo su come assicurare l’assistenza qualificata e con mezzi adeguati alla partoriente e soprattutto al nascituro.

Un servizio di pediatria random non solo non assicura la minima assistenza ai bambini, ma soprattutto, in considerazione della chiusura forse troppo avventata del relativo reparto del nosocomio di Mussomeli già da due anni a questa parte, oramai ha inculcato nell’utenza la convinzione che l’ospedale non dia risposte alle problematiche di salute dei bambini.

L’Asp di Caltanissetta deve essere parte attiva nel problema della frana della SP23, poiché parliamo di un territorio che da un punto di vista viario, in termini di condizioni disastrose, non è secondo a nessuno. Qui si parla di collegamenti tra ospedale e ospedale.

Rivolgo soprattutto un invito alla politica regionale e nazionale – ha poi concluso – affinché affronti il problema in modo costruttivo e con risposte immediate che possano offrire soluzioni altrettanto immediate. Chiaramente, i tempi per una ricostruzione sono lunghi. Ecco perché servirebbe una soluzione provvisoria, purché garantisca comunque il transito in sicurezza”.