La gelese Monica Contrafatto, tra i 18 eroi scelti da Mattarella, per le onorificenze al merito

La gelese Monica Graziana Contrafatto, maggiore rimasta invalida per mettere in salvo i suoi commilitoni durante un attacco alla base italiana in Afghanistan, è una dei 18 eroi, italiani e stranieri, scelti dal presidente Sergio Mattarella per il loro impegno nel volontariato, nell’integrazione, nel soccorso ai migranti, nella disabilità, nella cittadinanza, nel contrasto alla violenza.

A loro è stato consegnato oggi un’onorificenza al Merito della Repubblica. Il Capo dello Stato ha deciso di lanciare un segnale di normalità e di fiducia nel futuro. Il maggiore gelese, è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana:  “Per l’altruismo e lo spirito di sacrificio con cui nel marzo 2012 ha condotto le operazioni dei propri commilitoni durante un attacco alla base italiana in Afghanistan: pur rimanendo gravemente ferita al punto da compromettere la sua integrità fisica, con il suo operato ha permesso ai colleghi di mettersi al riparo, salvando loro la vita”. I diciotto eroi sono composti da nove donne e altrettanti uomini, in 11 casi insigniti del titolo di Ufficiale, in 4 di Cavaliere, in 3 di Commendatore. Peronaggi che rappresentano 18 storie di coraggio ma più spesso di cittadini che scelgono di servire il proprio Paese mettendo le proprie capacità a disposizione dei connazionali e non solo, testimoniando così i valori civici semplicemente con l’impegno nell’ordinaria quotidianità e sui quali proprio per questo difficilmente si accendono i riflettori della cronaca. Tra queste vi è Benito Ermes Beltrame, maestro elementare che a 92 anni insegna l’italiano ad una ventina di giovani extracomunitari, sbarcati in Sicilia ad aprile e trasferiti in Friuli. Daniele Marannano, che ha lanciato una «App» per aiutare le persone a trovare, tramite geolocalizzazione, i negozi pizzo-free. Silvio Calò, uno dei 18 destinatari dell’onorificenza, professore di storia e filosofia al liceo classico «Antonio Canova» di Treviso, che ha aperto la propria casa, dove vive con la moglie e i quattro figli, a sei giovani profughi di Nigeria e Gambia. Poi vi è  Sobuj Khalifa, cittadino del Bangladesh, che  il 12 maggio scorso non esitò a gettarsi nel Tevere per salvare una donna caduta in acqua all’altezza dell’Isola Tiberina, benché sprovvisto del permesso di soggiorno e quindi consapevole di poter essere espulso dal territorio nazionale. Oggi, dopo aver ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari, diventa Cavaliere della Repubblica. La storia di un immigrato, come i tanti salvati dal Tenente di Vascello Catia Pellegrino, prima donna comandante di una nave militare, alla guida del pattugliatore Libra nell’ambito della missione ‘Mare Nostrum’. Per lei il titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica, come per Regina Egle Liotta Catrambone, fondatrice insieme al marito Christopher di Migrant offshore aid station, una Ong con sede a Malta che, con una nave da spedizione, droni, gommoni e una squadra di soccorritori (incluso personale sanitario) localizza e assiste i migranti in difficoltà nel Mediterraneo.’è poi chi come Alganesc Fessaha, cittadina di origine eritrea, presidente dell’Ong Gandhi, si impegna nella lotta al traffico degli esseri umani. O chi come Stefano Marongiu, infermiere presso l’azienda Asl 8 di Cagliari, in occasione dell’emergenza Ebola non ha esitato a partecipare alla missione di Emergency in Sierra Leone dove ha contratto il virus. Esempi di altruismo come quelli offerti da Raffaele Martino Kostner, una delle figure più note e stimate del soccorso alpino a livello internazionale; da Luciana Tredici Marazzi, che durante l’occupazione tedesca di Roma, insieme alla sua famiglia, nascose e salvò una famiglia di ebrei e un dirigente partigiano. Insegnante di lettere fino all’età di 70 anni, ha sostenuto gratuitamente, in orario extrascolastico, ragazzi disabili e con problemi di apprendimento. Quindi, una volta in pensione, si è dedicata al volontariato, in particolare all’insegnamento dell’italiano agli immigrati.