La legge regionale sui liberi consorzi approda all’ARS il 22 marzo, si disegnano i nuovi confini

La legge regionale sui liberi consorzi e le città metropolitane entrerà in aula all’ARS nel pomeriggio di martedì 22 marzo. Dopo mesi di discussioni sulla finanziaria approvata una decina di giorni fa dal Parlamento regionale, finalmente si è giunti alla calendarizzazione.

La legge è impugnata dallo Stato centrale, perché alcuni punti sono ritenuti difformi rispetto alla legge nazionale Delrio; in risposta a ciò il Governo regionale è corso ai ripari apportando le modifiche richieste. La nuova stesura prevede la rimodulazione delle competenze escludendo nello specifico quelle in materia di acqua e rifiuti di prerogativa nazionale nonché l’introduzione del voto ponderale e la coincidenza, nelle città metropolitane, della figura del sindaco con quella dell’attuale sindaco della città più grossa. “A causa di questa ultima modifica – scrive in una nota la portavoce di Gelensis Populus Liliana Bellardita – si frustra l’aspetto più democratico che la legge siciliana aveva e cioè la sottoposizione alla votazione, seppure di secondo livello, dei sindaci delle tre città metropolitane che avranno una investitura ex lege. Sapevamo già dell’ingresso all’ARS del DDL 1070/A, che riguarda l’impalcatura della legge di riforma delle ex province siciliane, certamente ci aspettavamo la medesima tempestività per il DDL di giunta che riscrive i confini territoriali e che sancirà il definitivo passaggio delle città di Gela, Niscemi e Piazza Armerina alla città metropolitana di Catania. Intanto – continua la Bellardita – noi ci aspettiamo che i parlamentari recepiscano la legge con le modifiche apportate e questo per due importanti motivi: da un lato far decadere l’impugnativa statale e dall’altro consentire l’incasso da parte della Regione delle risorse statali destinate alle oramai ex province per consentire la ripresa dei servizi che sono stati bloccati e la copertura degli stipendi dei dipendenti. L’aspetto più importante per i comuni di Gela, Niscemi e Piazza Armerina è il completamento dell’iter, sulla base del quale la giunta regionale dovrà procedere alla ridefinizione dei confini dei nuovi enti intermedi. Qualunque indugio non avrà più scusanti e non potrà, ancora una volta, frustrare le aspettative delle comunità che hanno già deciso da tempo il proprio percorso e vogliono finalmente appropriarsi del proprio percorso”.

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