La Lettera / SUCCEDE ALLO SPORTELLO I.N.P.S. DI LICATA

Riceviamo dal poeta Lorenzo Peritore di Licata questa lettera sulla situazione dello sportello INPS. La pubblichiamo nella speranza che i dirigenti apicali dell’INPS  possano intervenire e magari anche il Comune possa fare pressione per una soluzione rapida.

Succede che lo sportello INPS, quello aperto al pubblico, non si ha il minimo rispetto per gli utenti, costretti giornalmente a lunghissime e interminabili attese. A iniziare già dalle nove, ora in cui lo sportello apre, nella sala d’aspetto stazionano stabilmente una trentina di persone che vengono chiamate tramite un numero di prenotazione, e  la sala, per il continuo confluire di altri cittadini, rimane piena fino all’inverosimile, fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. E con tale afflusso giornaliero di pubblico, per esasperare ancor più la gente, cosa ti fa l’INPS? Ti apre una sola postazione e te la apre solo il lunedì, il mercoledì ed il venerdì, e per giunta soltanto di mattina. Gli utenti, ovviamente, sono costretti ad attese interminabili che possono protrarsi per due e anche per tre ore. Però, per ciò che riguarda le loro esigenze, quelle che loro chiamano esigenze d’ufficio, non tenendo per nulla in considerazione che anche il cittadino ha le sue esigenze, come si organizzano all’INPS? Appena si avvicina mezzogiorno e si accorgono che continuando con un solo sportello, per smaltire il pubblico ancora presente bisognerebbe rimanere aperti di gran lunga ben oltre l’orario di chiusura, cominciano a indirizzare gli utenti al piano di sopra, da altri impiegati, in modo da “sbattere fuori” tutti entro le 12,30. Mi chiedo perché non si aprano due o tre postazioni già alle 9 di mattina in modo da alleviare agli utenti queste lunghissime file e queste snervanti attese. Sicuramente per via del classico e balordo sistema all’italiana che prevede che a soffrire debba essere per forza e sempre il cittadino. E pensare che gli stipendi ai dipendenti INPS, dal Presidente Tito Boeri all’ultimo fattorino, li paghiamo proprio noi cittadini, e loro per ricambiarci ci riservano questo trattamento.  Questo è ciò che succede allo sportello INPS di Licata. E poi succede anche che se per tue esigenze personali hai necessità di conferire con il Direttore della Sede, ti viene negato senza mezzi termini e senza possibilità di replica. A me è stato negato già un paio di volte e sono portato pertanto a pensare che il Direttore dell’INPS di Licata sia una Entità Divina. Ho voluto raccontare queste “eccellenze” dell’INPS di Licata per attenuare un po’ d’indignazione accumulata in un paio d’ore trascorse ad aspettare il mio turno. Ma l’ho fatto anche per portare questa vergognosa anomalia a conoscenza dell’opinione pubblica. E poi l’ho fatto anche con la speranza che a fronte di quanto da me pubblicamente denunciato, intervenga qualcuno delle Istituzioni, ad esempio l’Amministrazione Comunale, e suggerisca, se non addirittura pretenda, che i signori dell’INPS aumentino il numero degli sportelli per il pubblico, affinché gli utenti vengano trattati come esseri umani e no come pecore.

Lorenzo Peritore

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