La mia tesi sui Pink Floyd e il mio incontro con il batterista Mason

Luglio, si sa, per gli studenti universitari vuol dire solo due cose: ansia per la sessione di esami estiva e “corsa all’acchiappo” della sessione di laurea. A volte, però, raggiungere un obiettivo tanto agognato come la laurea, può significare anche realizzare un piccolo sogno nel cassetto.

È questo il caso di Andrea Zanti, un giovane di Augusta (SR), laureatosi lo scorso anno presso l’Università degli studi di Catania in Lingue e Letterature straniere, che grazie alla sua tesi ha potuto incontrare uno dei componenti dei Pink Floyd, realizzando così un suo piccolo grande desiderio. La tesi di Andrea è uno studio sull’evoluzione del linguaggio ai tempi del social network, luogo virtuale in cui l’album più recente dei Pink Floyd è stato annunciato e pubblicizzato.

Abbiamo avuto modo di intervistare Andrea, che attualmente frequenta il CDL in Lingue per la Cooperazione Internazionale, per farci raccontare come ha fatto e dare qualche consiglio a tutti gli studenti che vogliono ridurre lo stress delle infinite ricerche bibliografiche che accompagnano la stesura della tesi, scegliendo un argomento che unisca passioni, utile e dilettevole.

 

– Quella per i Pink Floyd è una passione che ti porti dietro da bambino o li hai scoperti in età adulta?

Si tratta di una passione che mi porto dietro fin da quando ero bambino. Ho ereditato i gusti musicali di mio padre, ricordo sempre con affetto un viaggio in macchina in cui mi capitò di ascoltare per la prima volta, in musicassetta, alcune canzoni dei Pink Floyd. Avevo 5 anni.

 

Chi è stato il relatore della tua tesi?

Il mio relatore è stato il Prof. Iain Andrew Halliday, docente di Lingua e Traduzione Inglese all’Università di Catania, che con immensa disponibilità e professionalità ha assecondato il mio desiderio di affrontare l’argomento Pink Floyd all’interno di una tesi di laurea.

 

Come sei riuscito ad incontrare uno dei tuoi idoli?

A partire dal mese di Maggio 2017, a Londra, è stata allestita una mostra denominata “Their Mortal Remains” per celebrare i 50 anni dalla fondazione dei Pink Floyd. All’interno di questa mostra, di tanto in tanto, vengono organizzati degli eventi speciali con ospiti d’eccezione, tra cui proprio Nick Mason. A quel punto, ho acquistato il biglietto dell’evento, ho prenotato un biglietto aereo e ho incrociato le dita.

 

Secondo te sono una band ancora attuale, nonostante i decenni decorsi dai loro fasti?

Assolutamente sì, lo testimonia il grande seguito che stanno avendo in questi anni, soprattutto da parte dei giovani. The Endless River, che è uscito nel 2014, ha avuto un enorme successo, non solo tra i nostalgici o i 40enni e i 50enni.

 

Cosa ne pensi delle ultimi vicissitudini della band: reunion, mancate reunion, battibecchi fra alcuni dei componenti fatti a mezzo stampa?

Penso che spesso certe affermazioni e dichiarazioni vengano travisate, ingigantite e a volte anche volutamente stravolte dai giornali. Personalmente non sono interessato a una reunion della band,  preferisco godermi tutto quello che ci hanno lasciato finora.

 

Hai scelto di scrivere una tesi di argomento “musicale” perché si sposa con una delle tue passioni?

Suono la chitarra e canto, ma mi diletto anche con la tromba e il pianoforte. Faccio parte di diversi gruppi musicali, uno di questi è anche un tributo ai Pink Floyd (i Pink’s One).

 

Dopo aver affrontato la stesura di una tesi di questo genere, ti senti di consigliare ad altri studenti di seguire la loro passione scrivendone, o i problemi relativi al reperimento di materiali utili all’argomento è eccessivamente arduo ed allunga molto i tempi che separano dalla laurea?

La stesura di una tesi di laurea non è un lavoro semplice. A volte, anzi, quando l’argomento non è di proprio gradimento e viene “imposto” dal relatore, può diventare anche frustrante, specie nel lavoro di ricerca bibliografica. Reputo quindi fondamentale che ognuno possa unire l’utile con il dilettevole come nel mio caso. Questo mi ha consentito di poter bruciare molte tappe e di ridurre decisamente i tempi di ricerca.

 

Quali sono state le parole e la reazione di Nick alla consegna della tua tesi? 

Mason era davvero entusiasta. Nei miei confronti è stato da subito molto disponibile e affabile e mi ha concesso abbastanza tempo per visionare il mio lavoro e per autografarlo. Gli ho consegnato una copia tutta per lui nella speranza che potesse apprezzare ancora meglio i miei sforzi. Nello sfogliare le pagine, l’ho visto molto incuriosito e affascinato dalle idee che avevo messo in atto, il modo inusuale in cui avevo raccontato l’ultimo album dei Pink Floyd. A più riprese mi ha fatto i complimenti e mi ha sorriso, aggiungendo di esser rimasto “piacevolmente colpito dall’originalità del progetto”. È stato molto gratificante, ogni volta che mi guardava dritto negli occhi mi emozionavo e quasi non riuscivo a proferire parola.

 

Progetti per il futuro?

Non voglio accantonare il sogno di mostrare e consegnare la mia tesi anche a David Gilmour e Polly Samson: sarebbe certamente la chiusura del cerchio; vorrei anche prendermi nuove soddisfazioni musicali magari arrivando, con i miei gruppi o anche da solo, a suonare per occasioni sempre più importanti.