La nave arcaica rivedrà la luce i primi di settembre. Quasi terminati i lavori alla sala Eschilo

Potrebbe rivedere la luce i primi di settembre, la nave arcaica custodita dal luglio del 2014, in delle casse al Museo archelogico di Gela. I lavori di adeguamento climatico della Sala Eschilo, sono giunti quasi a termine. Ad asserirlo è stato il direttore del museo archeologico gelese Ennio Turco. La nave, risalente al VI sec. ac., ha subito un procedimento di restauro dei legni che la compongono a Mary Rose Archeological Service di Portsmouth in Inghilterra. Un processo che è durato ben 26 ann, essendo stata scoperta nel 1988, durante i quali si sarebbe potuto creare tranquillamente il museo della navigazione greca a Bosco Littorio.. Mueso che finora non ha visto la luce a causa di varie e discutibili vicissitudini. Quello che si sa è che erano stati stanziati nel 2010 dalla Regione Sicilia 5 milioni di euro in finanziamenti, ma tali fondi sono andati perduti.  Intanto la nave, che rappresenta il più antico relitto di nave greca mai ritrovato in Sicilia,  è stata recuperata quasi integralmente 2003 e il 2008. E sarà finalmente fruibile al pubblico tra non molto. Sempre sperando che il museo possa rimanere aperto anche la domenica, visto che questo sarebbe il giorno di maggiore affluenza. Ma il problema è sempre quello: la mancanza di custodi. Infatti, se nel mese di luglio, grazie al contributo di associazioni, come Archeoclub, che hanno permesso con iniziative, l’apertura del museo di domenica è stata resa possibile, nel mese di agosto i siti archeologici sono rimasti chiusi in tale giorno. “Ci vorrebbe un terzo custode – ha asserito Truco – per permettere l`’apertura domenicale di siti archeologici”. Finora il museo è dotato di soli due costodi, che a turno, come asserito dal direttore Ennio Turco,  sono operativi anche le notti, visto che la struttura non ha nemmeno un sistema di allarme adeguato, per cui è impossibili che le stesse persone siano impegate anche le domeniche. Insomma il museo presenta sempre i soliti problemi nella gestione, dovuti alla mancanza di fondi da parte della Regione Sicilia. “Sia per le aperture, che per i lavori di matenzione e pulizia, bisogna sempre chiedere contributi alle aziende private e alle associazioni”, ha detto Turco. Se vogliamo uno sviluppo turistico della città,  prima dovremmo cercare di rendere fruibili i siti di maggiore interesse, specie la domenica.

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