La Necropoli di Dessueri rischia di sparire, la frana delle tombe disperde reperti importanti e resti umani: “Oggi è nostro dovere intervenire”

Una delle necropoli preistoriche più grandi e importanti in Italia, un importantissimo patrimonio archeologico che nei decenni ha attirato numerosi studiosi provenienti da tutto il mondo, rischia via via di scomparire.

Sta franando su sé stessa la “Montagna dei morti” a causa della pioggia e del maltempo, che stanno seriamente mettendo a repentaglio il futuro delle sepolture ad alveare che caratterizzano la collina del Dessueri. “Questo straordinario sito – ha affermato Giuseppe La Spina, direttore Gruppo Archeologico Geloi – ci racconta delle civiltà del nostro passato sviluppatesi lungo la Valle del Gela, culture che hanno realizzato opere magnifiche e spettacolari, se rapportate al periodo (II-I millennio a.C). Questo importante sito è oggi a rischio. Sono infatti numerose le tombe che, franando, disperdono reperti di grande importanza e resti umani. Oggi è nostro dovere intervenire”.

“Ai confini del territorio di Gela, lungo il fiume omonimo – si legge su ‘Gela, le radici del futuro’ – di particolare interesse e straordinaria bellezza risulta essere la Necropoli rupestre dell’età del bronzo recente e finale (XII- VIII sec a.C) di Dessueri. Scoperta da Paolo Orsi agli inizi del XIX secolo, è sede di una delle più vaste necropoli protostoriche del sud Italia, dove numerosi sono i reperti ivi ritrovati, tra cui resti di corredi ceramici e manufatti in bronzo. In più punti, le tombe si presentano riunite a gruppi con aspetto architettonicamente monumentale.

L’area verrà disabitata a cavallo tra l’VIII e il VII secolo a.C., in concomitanza con l’arrivo dei coloni dori provenienti dalle isole di Rodi e Creta. Non sappiamo se vi fu uno scontro, uno spostamento della popolazione o addirittura un assorbimento della stessa, risulta però chiaro che la fondazione della città greca di Ghela determinò uno stravolgimento dei contesti abitativi dell’area”. Insomma, un vero e proprio tesoro che merita di essere tutelato dalle autorità competenti e non di sparire sotto ai nostri occhi.

(foto pubblicata sul sito di Gela, le radici del futuro)