Questo ponte è sicuro? Quando la paura si scatena sul web

Dopo il crollo del ponte Morandi che, attraversa il fiume Polcevera alla periferia di Genova e in cui hanno perso la vita 39 persone, si è scatenata una vera e propria psicosi nei social network.

Postate una miriadi di foto dei pilastri ormai segnati dal degrado, di parti cadenti di calcestruzzo che possono essere rimossi  con facilità, di ferri arruginiti di ponti percorsi giornalmente da centinaia di mezzi pesanti. Questo ponte è sicuro? E allora tutti a commentare. Tutti a denunciare. Tutti ad analizzare. Una paura che durerà qualche settimana e poi la vita continuerà come prima. E come prima ri percorreremo in tutta sicurezza quei ponti ignari delle loro condizioni.

Intanto bisogna sottolineare che la sequenza di crolli di infrastrutture stradali italiane ha assunto negli ultimi anni, un carattere di preoccupante “regolarità”: nel luglio 2014 è crollata una campata del viadotto Petrulla, sulla strada statale 626 tra Ravanusa e Licata (Agrigento), spezzandosi a metà per effetto della crisi del sistema di precompressione; nell’ottobre 2016 è crollato un cavalcavia ad Annone (Lecco) per effetto di un carico eccezionale incompatibile con la resistenza della struttura, che però è risultata molto invecchiata rispetto all’originaria capacità; nel marzo 2017 è crollato un sovrappasso dell’autostrada adriatica, ma per effetto di un evento accidentale durante i lavori di manutenzione; nell’aprile 2017 è crollata una campata della tangenziale di Fossano (Cuneo), spezzandosi a metà in assenza di veicoli in transito e con modalità molto simili a quelle del viadotto Petrulla.

L’elemento in comune di queste opere è che gran parte delle infrastrutture, quindi i ponti, ha superato i 50 anni di età, che corrispondono alla vita utile associabile alle opere in calcestruzzo armato realizzate con le tecnologie disponibili nel secondo dopoguerra (anni ’50 e ’60).

E allora sul web si scatena la rabbia e si sussegono le immagini che fanno impallidire tutti, anche accompagnate da analisi superficiali che che stanno scatenando una vera e propria nevrosi.