La politica regionale ha creato solo disastro alle ex Province. Interviene la Cgil a sostegno dei lavoratori pubblici

L’azzeramento delle province è stato solo un tuffo nel buoi, e Caltanissetta ne è la prova. Una Eliminazione degli organismi eletti democraticamnte, come consiglieri e presidente, e una decina di commissatti nominati in 30 mesi, l’ultimo Alessandra Diliberto, ha chiesto le dimissioni proprio ieri. Si è dimesso ieri anche il commissario straordinario di Agrigento,  Marcello Maisano, in quanto  la crisi delle ex Province si aggrava, lo stanziamento di 230 milioni approvato ieri nell’ambito della Finanziaria non risolve i problemi di cassa, che potrebbero portare a breve al licenziamento dei precari e alla mobilità per i dipendenti di ruolo. Addirittura  anche altri commissari sarebbero pronti a dimettersi nei prossimi giorni. Non a caso tutti e novi i commissari appena la settimana scorsa avevano firmato una lettera in cui denunciavano la crisi irreversibile delle ex Province e l’esigenza di dover attuare provvedimenti dolorosi.Sulla questione sono intervenuti  Ignazio Giuidice segretario della  Cgil, e Giovanna Caruso segretario della  Fp Cgil, che hanno denunciano la grave situazione creatasi all’ex provincia, priva di precedenti nella storia dell’autonomia siciliana. “Autonomia, non libertà di distruggere e impoverire le Istituzioni.”Cosa ha fatto il Governo regionale per evitare il crollo finanziario delle ex province? Oltre ad avere aver nominato quasi una decina di commissari in 30 mesi? Ma la continuità amministrativa non era un valore? Forse si, ma solo per chi pensa alla politica per preservare le Istituzioni ed aumentarne la qualità dei servizi erogati, tanti e utili, dalla manutenzione delle strade all’assistenza agli inabili nelle scuole”, sottolineano i sindacati.  Tanta la preoccupazione a Caltanissetta  tra i dipendenti, tanta esasperazione per chi con l”ente deve  lavorare attraverso appalti e convenzioni. “Tutto questo non è responsabilità dei Commissari ma di chi li nomina, cioè da chi politicamente ha deciso l’azzeramento di ciò che era per un tuffo nel buio del nulla”, affermano Cgil ed Fp Cgil, che  chiedono al Governo Regionale ed al parlameto regionale di ripensare al ruolo dell’ente per evitare che lo sbando  tutt’altro che democratico continui. Le confederazioni sostengono le lotte delle categorie del pubblico impiego che già da settimane sono pronte per la protesta.