La rabbia degli operai dell’indotto, sfogata per la terza volta in aula consiliare

Non si fidano del crono programma stabilito nell’accordo con Eni, i lavoratori dell’indotto, che ieri sera per la terza volta hanno riempito l’aula consiliare, fermando i lavori del Question Time. Disperati per il loro imminente futuro, quando a fine mese per molti di loro scadranno gli ammortizzatori sociali. Nelle ultime ore la tensione é ancora più cresciuta, in quanto la storica azienda metalmeccanica Smim, ha avviato la procedura  di mobilità per ottantanove dipendenti. Il sindaco Fasulo ha cercato di rassicurare gli operai: i lavori che non necessitano di autorizzazioni dovrebbero partire subito, e con personale del luogo. Ma gli operai non sono così fiduciosi, temono che le aziende che andranno ad operare a Gela assumano personale proveniente da altre realtà. Intanto Fasulo, su proposta dei consiglieri Terenziano Di Stefano e Giuseppe Di Dio, ha comunicato di voler aprire l’aula ad un gruppo di operai, ogni volta in cui si tratterà la questione Eni, in modo da monitorare l’intero iter insieme. 

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