La ricercatrice Musmeci a Porta a Porta: “Gela come la Terra dei Fuochi”

Gela come la Terra dei Fuochi, lo ha sottolineato ieri durante la trasmissione televisiva Porta a Porta, Loredana Musmeci dirigente di ricerca presso l’istituto superiore di Sanità di Roma. Il sogno industriale che ha accomunato entrambi i territaori negli anni ’60, si è trasformato in inquinamento e malattie tumorali. Lo special è andata in onda su Rai 1 al termine della prima parte della  fiction di due puntate con Beppe Fiorello, Io non mi arrendo, in cui l’attore siciliano interpreta il vice commissario Roberto Mancini, morto dopo tante indagini relative alla Terra dei Fuochi, combattendo contro il dramma dei rifiuti tossici in Campania. “Abbiamo scritto con chiarezza che i dati sull’incidenza dei tumori nella Terra dei fuochi, pubblicati nel nostro report, hanno fornito risultati analoghi ad altre zone inquinate del Paese, sono cioè in linea rispetto agli altri 44 siti italiani di interesse nazionale per le bonifiche. Vuol dire che la situazione di questa fetta della Campania non è affatto diversa da quella di Taranto o Porto Marghera, di Porto Torres o di Gela”, ha detto il ricercatore ieri ospite di Bruno Vespa. Il film realizzato in collaborazione con Legambiente è il sogno di un Paese che vuole verità e giustizia, così come la voleva Roberto. Nella nostra città è appena iniziata la battaglia contro Eni, portata avanti da circa 500 cittadini che chiedono al colosso industriale di dismettere gli impianti e procedere alla bonifica dei territorio occupati da 60 anni. Un risarcimento è stato chiesto dalle 30 famiglie con bimbi malformati, rappresentati dall’avvocato Luigi Fontanella, all’azienda petrolifera. In quest’ultimo processo i periti del tribunale hanno accertato la corrispondenza tra malattia e inquinamento.