La rigenerazione di Bilbao come esempio per Gela. Eugenio Catania presenta a Ragusa gli asset strategici della città

Gela protagonista del primo “Weekend del Buon Governo” , organizzato a Ragusa nei giorni 14 e 15 novembre. L’incontro é stato organizzato da Youpolis Sicilia, Assocazione Renovatio con l’aiuto della Camera di Commericio di Ragusa, dei Comuni di Ragusa e di Modica. 

L’Associazione Renovatio ha proposto all’assise iblea un lavoro realizzato da Eugenio Catania, Francesco Simoncelli (Economista del Von Mises Istitute Italia) e l’esempio di rigenerazione urbana di Bilbao elaborato con l’Università della Cantabria. “Ho parlato – ha detto Eugenio Catania- in modo positivo della nostra Città, senza sfruttare e strumentalizzare i problemi per averne un ritorno d’immagine a scapito della reputazione di Gela e dei gelesi. Senza alcuna denigrazione gratuita del nostro territorio, ma esaltando gli asset strategici e le potenzialità di sviluppo di Gela e raffrontando la situazione gelese con quella di gran lunga peggiore di Bilbao degli anni ’80 del secolo scorso “.

Durante l’intervento non sono mancati i riferimenti al grande patrimonio storico e naturale della Città e delle grandi potenzialità agricole e turistiche. Nonostante la città sia stata vittima di una propaganda negativa, come dimostrano i casi “Feltrinelli” e “Lonely Planet”.

La tesi di Eugenio Catania presentata ai “Weekend di Buon Governo”  è semplice, cioè la Raffineria a Gela ha creato uno sviluppo forzato, violentando le vocazioni del territorio e facendo perdere più economia di quanto abbia generato.

“Sin dal primo momento dall’insediamento ENI, la Città è stata vittima della propaganda aziendale che ha minato l’identità della Cittadinanza gelese e ne ha permesso lo scempio ambientale ed umano – continua Catania – da circa 30 anni a partire dagli anni ’80 la crisi del Fordismo ed del Taylorismo, hanno imposto un cambio di marcia che non si ha avuto il coraggio di fare “. 

Un esempio contrario a quello di Gela é quello della Provincia di Ragusa, che dal punto di vista economico ha puntato su una redistribuzione del reddito prodotto con l’agricoltura, turismo ed artigianato.

“Oggi, forse dovremmo pensare ad una rivalutazione storica di quei nomi che hanno consentito l’insediamento industriale del colosso di San Donato Milanese – aggiunge il Legale gelese – che hanno ipoticato il futuro di un’intera generazione per difendere i piccoli privilegi di una generazioni ingorda ed arraffona. Ed anche di chi tutt’oggi organizza o va in ginocchio alle porti dell’ENI a mendicare sponsorizzazioni e/o altre cose “

 

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