La scrittrice nissena Adriana Valenza vince concorso nazionale a Milano dedicato a Dalla

Con un racconto dedicato alle parole dei testi del grande cantautore scomparso la scrittrice nissena, Adriana Valenza, docente di lettere del Liceo “Virgilio” di Mussomeli ha vinto la quinta edizione del Concorso Letterario “Storie di casa mia. Qui dove il mare luccica”. Si è classificata prima in tutta Italia riuscendo a vincere nonostante il numero dei racconti proposti era altissimo: ben centosettanta. La premiazione si è svolta a Milano domenica 11 aprile presso Spazio Teatro 89 di Milano. L’evento culturale è prodotto e organizzato dai Menestrelli del Tram con il patrocinio della Fondazione ATM, presieduta da Alberto Beretta.

Il racconto  con il quale la scrittrice nissena ha vinto è ispirato alla canzone Itaca di Lucio dalla e si intitola “Atimio, l’Itacense”. Nella motivazione il presidente dell’Atm ha sottolineato come la scelta della giuria è caduta su una canzone tra quelle non più famose e il modo in cui è stato affrontato il tema, con una ricostruzione anche lessicale che riportava all’epica omerica ma senza cadere nella retorica e nell’ampollosità. Secondo quanto sostenuto anche dall’organizzatrice Nuccia Malescio, la giuria ha apprezzato  il fatto che ci fosse un’attenzione per il vinto, per colui che non avrà mai gloria che si trova nella schiera dei nemici ma di coloro che hanno fatto l’impresa insieme ad Ulisse, ma che non ne condivideranno la sorte, in quanto non nobili, e si plaudiva al finale catartico.Molto felice per il risultato la professoressa Adriana Valenza, assente alla cerimonia di premiazione per motivi familiari, che ha ringraziato l’organizzazione di averle permesso un collegamento telefonico.

“Questo concorso a cui sono particolarmente legata – ho sottolineato la scrittrice Valenza – mi ha dato l’opportunità di ri-ascoltare la canzone  Itaca del grande cantautore bolognese  percependo nelle sue parole  un non detto , qualcosa di accennato , quasi una presenza di quell’anonimo marinaio  che voleva un suo spazio, che voleva esistere ed avere voce e io spero di avergliela data. Atimio Talattoplago, il cui calco dal greco significa il Senza fama, travolto dal mare, rappresenta l’eroismo del quotidiano che non verrà mai riconosciuto nè cantato da nessun aedo, solo per il destino beffardo di una appartenenza agli ultimi e agli umili. Nel finale, legando il suo destino a quello del re di Itaca, Atimio porterà nel cuore l’immagine di un mare che facendoli annegare insieme  sa accettare tutti i colori e le diversità e il desiderio di un’Itaca diversa”.