“La signora Raffineria Eni, di Matteo Renzi, di anni 53 lascia la città”, manifesti funebri per la città di Gela

Ci si aspettava una svolta della vertenza Gela, dal presindente della Regione Rosario Crocetta, invece il vertice che si è tenuto ieri a Palermo è stata una delusione sia per i lavoratori, che per i sindacati. A questi il governatore ha detto di non avere nessun potere decisionale sia sulla riconversione che sugli ammortizzatori e che tutto dipendeva dal mInistero dello Sviluppo economico. Cosi oggi la città è stata tappezzata da manifesti funebri, dedicati alla signora raffineria Eni, appartenente a Renzi, che all’età di 53 anni lascia la città. “Ne danno il triste annunico annuncio i saldatori, tubisti, elettricisti, radiologi, gruisti, apparecchiatori, ecc. (Grazie Rosario Crocetta)”. Le parole sono accompagnate da una vignetta rappresentante il cane a sei zampe, che fugge dalla città con una valigia piena di soldi lasciando una città che arde, e da cui rimarranno solo le ceneri. Una città ruimaasta in ginocchio, dopo la firma dell’accordo con Eni. È un dato di fatto che la società petrolchimica trascinava un’intera economia gelese. E la protesta continua, e continuano a essere presidiate le via di accesso alla città. Ma questa non è la voce solo  i lavoratori, ma anche delle imprese, delle famiglie, degli aritigiani, dei commercianti, tutti chiedono un intervento da parte del Governo. “La città rischia di diventare un paesino”, questo è il parere unanime dei gelesi. E la città in questi giorni è ancora più vuota. 
 

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