La storia di Gela non ha niente a che vedere con Caltanissetta. Messinese dice No alla perdita di autonomia del museo e area archeologica

Il sindaco Domenico Messinese a difesa dell’autonomia del Museo e dell’area archeologica a favore del Museo di Caltanissetta, e si rivolge al presidente della regione Rosario Crocetta e ai due deputati regionale gelesi Pino Federico e Giuseppe Arancio per chiedere, chiarimenti in merito ai nuovi assetti organizzativi decisi dai Dipertimento della regione siciliana. ” Chiedo chiarimenti in merito alla paventata decisione di rompere la storicizzazione e musealizzazione dei reperti e un’autonomia gestionale del Museo Archeologico Regionale proprio nel momento in cui Gela decide di uscire dal territorio per entrare nell’area metropolitana catanese con la quale sta collaborando per la nuova organizzazione territoriale e sta operando con decisione per il proprio sviluppo turistico nel momento di peggiore crisi economica che il territorio gelese sta attraversando per la chiusura del petrolchimico”, ha scritto il primo cittadino in una lettera inviata a Crocetta, Federico e Arancio.”I nostri beni – specifica il sindaco – non possono essere gestiti da una città non coinvolta dalla storia del territorio geloo, tanto più ora che Gela e il suo territorio non fa più parte del Consorzio Nisseno, ma dell’Area Metropolitana di Catania nuovo Ente territoriale scelto per volontà popolare pressoché unanime, che continua a rivendicare reperti propri portati a costituire il nuovo museo nisseno impoverendo quello ben più significativo del Museo Archeologico Regionale di Gela”. La città di Caltanissetta è fuori la dagli circuito di interesse turistico del territorio gelese composto da Agrigento (Valle dei Templi), Piazza Armerina (Villa Romana del Casale), Siracusa e l’area iblea, il cui traffico turistico passa invece per la Città di Gela, sottolinea il primo cittadino. Una città che ha visto, prima della nascita del museo archeologico trafugare i propi beni archeologici per altre destinazioni, i reperti archeologici da Gela si trovano in altri musei dell’Isola come Palermo, Siracusa e Agrigento. “Reperti unici e d’inestimabile valore storico, artistico e culturale, scoperti a Gela e nel suo territorio di influenza storica e culturale. Reperti trafugati ed esportati clandestinamente che fanno parte di collezioni private in tutto il mondo e dei musei di Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Milano, Londra, Oxford, Berlino, New York, Boston, Cambridge, Baltimora, Tampa, Yale, Rhode Island, Basilea, Stoccarda, Vienna, Amburgo, Zurigo, ecc.”. Ha sottolineato il sindaco.  Oggi, il Museo Archeologico costruito nel 1955 dal Ministero ai LL.PP. su progetto dell’architetto Luigi Pasquarelli, con i fondi della Cassa del Mezzogiorno, contiene circa 4200 reperti cronologicamente distribuiti dalla preistoria all’età medievale riguardanti il territorio e i siti ad esso storicamente e culturalmente strettamente legati.

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