La terra che produce morte. Su Nemo Rai2

Gela, la città che produce morte. Questo il servizio che la trasmissione Nemo in onda ieri sera su Rai2 ha dedicato alla città del Golfo.

A Gela 50 anni si è estratto petrolio. Gela come Dubai, ma lontanissima da essa in quanto non vi sono quei grattacieli o auto di lusso, e ai gelesi non hanno mai fatto lo sconto sulla benzina. Questo quanto sottolineato dal giornalista Marco Maisano.

“Nessun vantaggio per Gela, a parte il lavoro avere avuto per tutti questi anni il Petrolio. Ma lo svantaggio principale sono le malattie.”

Arsenico, tumori che colpiscono soprattutto i più giovani, e non guardano in faccia nemmeno i bambini.

Il giornalista ha fatto un giro per la città. Le persone intervistate avevano perso qualcuno per il cancro, ed esse stesse avevano subito un intervento chirurgico per tumore.

Al Cimitero storico lo spazio è finito. I morti più recenti sono a ‘Farello’. Un vero e proprio villaggio pieno di defunti. “Spazio immenso percorribile in auto pieni di morti giovanissimi.” I morti qui dentro sono per lo più giovani, quasi tutti quarantenni.

Tanti i giovani uccisi dalla malattia. 

Vivere in siti contaminati comporta un aumento di tumori maligni del 9% tra 0 e 24 anni. In particolare “l’eccesso di incidenza” rispetto a coetanei che vivono in zone considerate ‘non a rischio’ è del 62% per i sarcomi dei tessuti molli, 66% per le leucemie mieloidi acute; 50% per i linfomi Non-Hodgkin. Questo quanto emerso  dallo studio Sentieri, a cura dell’Istituto Superiore di Sanità. Il dato riguarda solo quelli dove e’ attivo il registro tumori, e riguarda anche Gela nel  periodo 2006-2013.

 

Bambini con malformazioni, risottolineato dal dott. Antonio Rinciani, intervistato dal giornalista della Rai.

Il Cnr Pisa conforma il rischio per tre volte di malformazioni e tumore, ma anche malattie cardiovascolari, in siti come quello di Gela.  Ha detto il dott. Bianchi, dirigente del Centro di Ricerca.

Il nesso inquinamento e malattie tumorali esiste.

Arsenico altri inquinanti superano i limiti nell’acqua di falda.