La tesi è uno stress? Ecco chi la scrive al posto tuo

Giunge la fine dello stress da preparazione tesi per gli studenti universitari.

Tu pensa agli esami, alla tua tesi ci pensiamo noi!”, così si legge su molti siti d’annunci e non solo. Abbiamo verificato con i nostri occhi la presenza di offerte simili sulle bacheche site nei corridoi di alcuni tra i Dipartimenti più facoltosi dell’Università degli studi di Catania ed affisse sui pali della luce antistanti.

Ebbene, le bacheche universitarie non sono più invase soltanto da annunci che facilitano la ricerca di alloggi, ma anche da inviti al disimpegno. Si discute da anni sull’utilità della tesi di laurea, moltissime le tesi che possono trovarsi accumulate vicino ai cesti dei rifiuti, in bagno ( come successo pochi anni fa a Palermo e Milano) o dentro i cassetti di vecchi tavoloni posti nelle aule studio. Tesi, nomi di candidati e relatori, sacrifici economici resi spazzatura dalla necessità di fare spazio nelle librerie che le avevano contenute. Sarà per questo o per il disperato tentativo, dettato dalla crisi, di inventarsi nuovi impieghi che ci si improvvisa  redattori di tesi al posto degli studenti? Abbiamo cercato di capire  in quanti preferiscono scegliere questo escamotage al diventare dei veri e propri topi di biblioteca in cerca di libri per riempire pagine e pagine, note e bibliografie.

tesi spazzatura

Abbiamo chiesto proprio agli studenti cosa ne pensano e  le risposte sono state varie, divise tra quelle di chi non vuole sprecare tempo e denaro per vedere la tesi, un lavoro che ritiene inutile, “buttata nel cesso” e quelle di ragazzi indignati, perché si sentono sopraffatti da chi ha voglia di ottenere tutto facilmente, disgustati dall’idea che la “meritocrazia” sia solo una parola sul dizionario.  

“Non ho ancora avuto modo di leggere annunci simili. Con tutto il rispetto per chi cerca di guadagnarsi qualche soldo (di questi tempi non è facile!), se li avessi letti li avrei presi e strappati. Li trovo assurdi, un oltraggio a chi sacrifica tutto per incastrare esami e tesi. Penso tutto derivi dal fatto che, ormai, non si sappia più scrivere. Servirebbero delle vere e proprie esercitazioni indette dalle università, soprattutto per gli indirizzi umanistici. Si pensa soltanto a prendersi un pezzo di carta, un titolo, senza passione, senza sudore – ci dice Sabrina, studentessa di Filologia Moderna presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Unict – perché siamo giovani senza speranze. Spesso scegliamo di studiare per sentirci impegnati attivamente in qualcosa mentre non riusciamo ad avere ambizioni per il nostro futuro. Alcuni passano sui libri anni e anni in maniera svogliata vivendo l’università come un parcheggio, altri cercano di sbrigarsi come meglio possono, ma sono sicura che ci accomuna un unico pensiero: cosa sarà del nostro domani? La scelta di affidarsi a qualcun altro per la stesura della Tesi, secondo me,  traduce l’ormai diffusa incapacità di trovare una motivazione ai propri sforzi, si pensa non serva più a nulla. Eppure dovremmo essere proprio noi ragazzi a non cercare la strada più semplice, mio nonno mi diceva sempre  <>. Dovremmo tutti sudarceli i nostri risultati e certi annunci (ed anche peggiori) non intaserebbero le bacheche ed il web”.

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