La tragedia greca Dionysus presentata a Palazzo di Città

È stata presentata oggi pomeriggio a Palazzo di Città la tragedia greca Dionysus “Il Dio nato due volte”, tratto da Le Baccanti di Euripide che andrà in scena il 14 luglio prossimo, nello scenario incantevole delle Mura timoleontee.

Lo spettacolo ha già riscosso un successo nazionale, e in Sicilia ha ottenuto il sold out al Teatro Antico di Morgantina,  e al Teatro Antico di Taormina è stato seguito da 2000 spettatori.

Presenti il regista Daniela Salvo, che ad appena 43 anni ha diretto ben 4 tragedie greche per l’Inda (Istituto nazionale del dramma antico) di Siracusa. Le sue tragedie, come Edipo a Colono (con Giorgio Albertazzi), Aiace (con Maurizio Donadoni ed Elisabetta Pozzi), Edipo Re (con Daniele Pecci e Ugo Pagliai) e Coefore/Eumenidi (con Francesco Scianna, Ugo Pagliai, Paola Gasmann e Piera degli Espositi) si contraddistinguono per le parti di testo cantate e recitate in greco antico, e per la pari importanza data a tutti i settori come le musiche, le luci, i costumi e l  movimento.

Inoltre tutte le sue tragedie hanno una fedeltà assoluta al testo, dando ad elementi vecchi una nuova vitalità.

Dionysus punta molto alla vera essenza del teatro, una tragedia affascinante che inebria lo spettatore durante e dopo la messa in scena. La tragedia sarà messa in scena dalla compagnia Farhenait 415 Teatro.

Nel cast Daniele Salvo (nella parte di Dioniso), Diego Facciotti (Penteo), Paolo Bessagato (Cadmo), Manuela Kestermann (Agave) e poi Paolo Lorimer, Melania Giglio e Simone Ciampi. Le Baccanti saranno interpretate da Alessandra Salmida, Silvia Pietta, Melania Giglio, Annamaria Ghirardelli, Giulia Galiani, Giulia Diomede e Francesca Mária.

Si tratta di una Produzione Tieffe Teatro Milano e Teatro di Stato di Costanta
Distributore per la Regione Sicilia: Michele Di Dio Associazione Culturale DIDE 
Lo spettacolo avrà inizio alle 19:30.

Questa la trama:

Dioniso, dio del vino, del teatro e del piacere fisico e mentale in genere, era nato dall’unione tra Zeus e Semele, donna mortale. Tuttavia le sorelle della donna e il nipote Penteo (re di Tebe) per invidia sparsero la voce che Dioniso in realtà non era nato da Zeus, ma da una relazione tra Semele e un uomo mortale, e che la storia del rapporto con Zeus era solo uno stratagemma per mascherare la “scappatella”. Dioniso dichiara di essere sceso fra gli uomini per indurli a seguire il suo culto e a tal proposito induce un germe di follia nelle donne del villaggio ” Le Baccanti “ che Celebrano i riti in onore del Dio Bacco ( altro nome di Dioniso ). Invano Cadmo (nonno di Penteo) e Tiresia (l’indovino cieco) cercano di persuadere Penteo dal mettersi contro un Dio. Agave stesso, madre del Re di Tebe, Penteo, è sotto l’influsso del Dio. Dioniso con grande rabbia si vendicherà su chi ha osato mettere in dubbio la sua natura Divina.

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