La vecchia stazione di Gela: da spazio abbandonato a centro culturale. Non perdiamo questa occasione

Da spazio degradato e abbandonato a centro di sperimentazione culturale. La vecchia stazione di Gela si avvia ad essere riqualificata e destinata ad uso diverso. Sedicimila metri quadrati di area da dedicare all’arte, al teatro, ai libri. Questo l’obiettivo di Officina Culturale, iniziativa nata dalla collaborazione tra Totò Galanti di Penziero Stupendo e l’artista Croci Attardi.

Un luogo dimenticato dalla stessa amministrazione, che è rimasto in balia dei vandali e della distruzione, ma che da qualche giorno sta riprendendo vita. Il tutto grazie a dei giovani gelesi che armati di zappa e rastrelli hanno deciso di ripulire tutto lo spazio esterno di via Giovanni Falcone per farne uno spazio espositivo.

Già ieri è stato possibile apprezzare installazioni di pittura e fotografia di artisti come Lino Picone, Franco Pardo, Franco Cerniglia, Maria Rita Cavallo, Daniele Costa, Dino Lancianese. Ogni settimana sarà dedicata ad artisti diversi. Ha detto il direttore artistico Croci Attardi.

Ma la strada è molto ardua e in salita. Innanzitutto la spazio di cui stiamo parlando è invaso da sterpaglie, immondizia e insetti. Ci vuole una grande volontà per riportare quell’area ad essere vivibile.

A lavoro da una settimana Giuseppe Scicolone, Polo Scicolone, Saro Greco, Nicolò Di Maurizio Cacciatore, Silvia Pirrotti, Fabio Garufo, Angelo Presti e Paolo Scicolone, oltre allo stesso Totò Galanti e Croci Attardi.Tutti a lavoro come volontari a rimuovere erbaccia e spazzatura.

La struttura presenta tutti i vetri rotti, e impianti elettrici e idrici non funzionanti. Di essa al Comune si sono persi anche gli schemi di questi impianti. Sicuramente oltre alla fatica fisica ci vogliono dei fondi economici.

“Abbiamo ottenuto con non poca fatica la concessione dello spazio per dieci anni, ma nessun contributo da parte della amministrazione”, ha detto Totò Galanti. Certo per riqualificare quell’area è necessario la collaborazione della città, per tale motivo è possibile aderire alla associazione versando un contributo economico. I soldi ricavati andranno destinati alla struttura.

“Sarebbe fondamentale avere un aiuto economico da parte di qualche imprenditore che vuole lasciare il segno alla città” Ha detto Croci Attardi.

Officina Culturale ambisce a diventare uno spazio di riferimento per l’intera città, così come lo è Zo a Catania che da ex raffineria di zolfo è diventata un Centro per le arti e le culture contemporanee o Cantieri culturali Zisa di Palermo che da ex area industriale è diventerà polo culturale. O la vicina Farm cultural park di Favara che ha portato alla ribalta culturale un quartiere storico abbandonato.

La città di Gela potrebbe avere questa possibilità ma deve essere pronta alla collaborazione. “In tanti parlano a non agiscono.Mi riferisco agli artisti di Gela che potrebbero iniziare a sbracciarsi”, ha detto Croci Attardi. L’amministrazione anche in questo caso è assente.

” Questo è uno spazio nostro, e il sindaco se ha voglia di visitarlo deve prima chiedere il permesso di entrare, dato che per il progetto l’amministrazione ha detto di non avere i soldi” ha detto Totò Galanti. Intanto si spera nella generosità di qualche imprenditore.

Il progetto è ambizioso, e se in tanti ci lamentiamo che a Gela c’è poco da fare, si potrebbe iniziare da ciò per rendersi utili e realizzare quel lancio culturale di Gela che spesso chiediamo dietro una tastiera del pc.

Tagged with: